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VIOLA, DOVE VAI SE L’ATTACCANTE NON CE L’HAI?

Commentare gare come quella di Cagliari e Verona è abbastanza facile. A salvarsi è stato poco e nulla. La sconfitta di stasera, invece, è di quelle che lasciano un amaro in bocca diverso nei tifosi. Perchè tutto sommato, la Fiorentina contro il Lecce ha giocato una gara dignitosa.

Tornano Pulgar e Castrovilli, e in campo si vede un’altra Viola rispetto all’ultima uscita. La Fiorentina gioca una mezz’ora di tutto sommato buon livello e intensità, con i due centrocampisti che mantengono alti i ritmi e portano la Fiorentina costantemente a ridosso dell’area avversaria. Pronti via, da Milenkovic a Vlahovic, passando per un pericoloso colpo di testa di Dalbert, sino ad arrivare a Ribery, vero e proprio regista avanzato, la Fiorentina impegna Gabriel e la difesa leccese. Nonostante il buon primo tempo, ai viola manca però l’ultimo passaggio, il guizzo che decida la gara, complice anche l’ottima difesa avversaria che si chiude e non lascia ai viola lo spazio per trovare il vantaggio

Sul finire della prima frazione, dopo i forfait di Chiesa e Pezzella, arriva un’altra mazzata per Montella: Tachtsidis entra deciso in scivolata su Ribery. Il francese rimane a terra, ed è subito preoccupazione sulla panchina viola. Il dolore alla caviglia costringe l’ex Bayern ad abbandonare il campo. Un inconveniente che avrà un impatto decisivo.

La ripresa inizia abbastanza in sordina. Poi al 50′ Farias verticalizza per Shakhov che mette in mezzo per La Mantia. Di testa l’attaccante non sbaglia a porta vuota. Lecce in vantaggio e Franchi gelato. La reazione della Fiorentina è buona. Montella si gioca le carte Pedro e Ghezzal, oltre a Boateng, entrato al posto di Ribery, e i viola si gettano in avanti e tengono in mano il pallino del gioco. Castrovilli dà tutto, Pulgar lotta, Vlahovic e Pedro ci provano, Ghezzal cerca di dare fantasia. Eppure non basta. Vince il Lecce 0 a 1. La terza sconfitta consecutiva per i gigliati.

La viola crea, ma non concretizza. Va all’attacco, ma non segna. va vicina, ma non pareggia. Nessuno che in area riesca a trasformare in gol le ripetute occasioni create. Anzi, gli errori in fase di disimpegno sulla trequarti di Dragowski prima e Ceccherini poi, non concretizzate dal Lecce, rischiano di fare gioire ancora i tifosi ospiti.

Potrebbe essere un caso, non fosse che ormai da anni la Fiorentina sente la mancanza di un peso offensivo di tutto rispetto. In avvio di stagione, questa lacuna è stata parzialmente colmata dal duo tutto velocità e fantasia Chiesa e Ribery. Ma quando come oggi nessuno dei due è disponibile? Quando la Fiorentina si trova ad aver bisogno di un vero bomber? Quando in area arrivano palle e cross da più fronti ma nessuno al centro a raccoglierli? Vlahovic e Pedro sono promesse, ma la partita di oggi dice che probabilmente non possono ancora essere la risposta sotto porta.

Ecco perché la sconfitta di oggi pesa come un macigno. Perché quando niente funziona è una cosa, ma quando si fa tutto sommato bene senza avere comunque risultati per lacune a cui è difficile sopperire, l’esito è sconforto,amarezza e impotenza. Una impotenza che, su una squadra giovanissima, rischia di diventare un ostacolo insormontabile e di intensificare il blocco mentale che si aggiunge ai già citati limiti strutturali. Il tutto in una situazione in cui la colpa è di tutti, ma visto tutto quanto successo questa estate è difficile capire in che misura per ognuno. La pazienza però comincia a vacillare per far spazio alla preoccupazione. Dove arriverà la Fiorentina, soprattutto ora che il leader Pezzella non è li a compattare il gruppo e Chiesa e Ribery, le due armi più pericolose, sono momentaneamente disinnescate? Dove andrà la Fiorentina se continuerà a non capitalizzare quanto raccolto?

I fischi al termine della gara sono la prova di questo. La piazza ha parlato. Palla alla Fiorentina. Squadra, società, è il momento delle decisioni e delle reazioni.

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