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VIDEO/SCHEDA F1, Un passato da difensore, l’eredità di Pizarro e quei rigori da fare invidia a Mihajlovic: alla scoperta di Pulgar, lo “sparviero” viola

La regia della nuova Fiorentina si sdoppia. Piedi buoni, garra sudamericana, e un pizzico di follia. Dopo il ritorno di Milan Badelj, è Erick Pulgar il nuovo jolly del centrocampo viola. Conosciamolo meglio.

Nato ad Antofagasta in Cile, il 15 Gennaio del 1994, “El Loco” (così viene soprannominato in patria) è cresciuto nelle giovanili del Deportivo Antofagasta, squadra della serie b cilena. Dopo avere conquistato la massima serie con il club, nel 2014 arriva il grande salto con il passaggio all’Universidad Catolica, dove si mette in mostra con 7 gol siglati in 35 presenze. Una annata positiva che fa uscire il suo nome dai confini nazionali e soprattutto gli vale la convocazione di Sanpaoli per la Copa America del 2016 con la sua Nazionale, poi vinta con la maglia della “Roja”. Unico trofeo in una carriera, a 25 anni, ancora tutta da scrivere.

Nei 2015 il passaggio al Bologna.  L’impatto con il campionato italiano non è dei più semplici. Nella prima stagione di “transizione” in Emilia colleziona solo 13 presenze, senza però riuscire ad incidere. La sua esperienza italiana è però una crescita costante. 27 presenze e un gol nella seconda stagione, 32 presenze e 3 gol nella terza stagione, sino all’exploit della seconda parte della scorsa annata, conclusa con 28 presente e 6 gol (tutti segnati nelle ultime sette giornate di campionato), che gli è valso l’attenzione di numerosi club.

A spuntarla alla fine è stato Pradè, che porta a Firenze un giocatore che fa di duttilità (ha iniziato come difensore, per poi spostarsi a centrocampo, prima come mezzala e poi come regista), ablità negli inserimenti e piedi buoni le sue arme migliori. Da oggi nell’arsenale viola c’è anche la specialità di casa Pulgar: la sua abilità nei calci piazzati. La bravura nei tiri dal dischetto gli è valsa i complimenti di un certo Sinisa Mihajlovic, uno che di tiri da fermo se ne intende, che dopo il rigore battuto lo scorso campionato contro il Chievo Verona ha detto: “Pulgar? Non è mai facile segnare un rigore, lui ne ha realizzati 5 su 5. Sicuramente è più bravo di me a calciarli“. Viola avvisata.
Per via della sua conformazione fisica (1.87 cm per 74 kg)  e del suo atteggiamento in campo grintoso  viene soprannominato “lo sparviero di Antogafasta”. La Fiorentina ha il suo rapace.

Ora è pronto alla nuova avventura tra le file dei gigliati. Sulle spalle il numero 7, quello che fu di un altro cileno che ha fatto le fortune della Fiorentina: David Pizarro, perno della prima Fiorentina targata Montella. L’Aeroplanino riparte ancora una volta dal Cile, con l’augurio da parte dei tifosi viola che possa essere di buon auspicio. Benvenuto a Firenze Erick!

 

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