TMW RADIO, Pasqual: “Iachini, arrivare a Natale così è dura”

L’ex difensore Manuel Pasqual si è collegato in diretta con Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: “Sta passando un momento difficile, e già da un paio di settimana l’allenatore sembrava in discussione. Quando ci sono tutte queste critiche ad ottobre è difficile arrivare a Natale o a fine stagione, e dispiace perché i mezzi ci sarebbero tutti”.

La squadra segue davvero Iachini?
“Conoscendo gli sviluppi tecnici e tattici che ha, visto che ho giocato per lui ad Empoli, vedo che la squadra le cose cerca di farle, e mi sembra più che altro che abbiano un problema caratteriale. Anche col Padova c’è stato un risultato positivo, ma una volta che subiscono un gol vanno in cianfanelle: hanno ansia da prestazione. Fino a quel momento la squadra gioca, poi però la squadra si scioglie, e si veda anche la partita contro lo Spezia. Manca tranquillità e personalità: tutto quello che succede attorno allo spogliatoio, allenatore compreso, sicuramente non porta tranquillità”.

Servirebbe un’alternativa a Ribery come leader?
“Ci sarebbe Pezzella, che però ha avuto molti problemi fisici ed è stato più fuori che dentro al campo. Ci sarebbero quei quattro-cinque giocatori su cui creare lo zoccolo duro, ma se non lo fai la squadra può andare in difficoltà”.

Come giudica l’addio con Federico Chiesa?
“Dal momento che un giocatore non vuole più rimanere in una società, se lo tieni controvoglia sei sicuro che farà peggio. Appena arrivato, Commisso l’ha voluto tenere e ha posticipato il problema della sua cessione: normale che lui non abbia brillato appieno nello scorso anno, e questa volta la società si è vista messa alle strette”.

Come mai Bernardeschi alla Juventus è così involuto?
“Fede secondo me aveva caratteristiche per fare bene nelle grandi squadre, ottime qualità. C’è da capire se sia successo qualcosa a livello di testa, nella Juventus di fatto giochi per vincere ogni singola partita. Io nella testa ho la sua partita a Torino contro l’Atletico Madrid in Champions, il suo culmine, una partita stratosferica. Però poi, cambiato il progetto tecnico, si è visto spazi sempre più chiusi”.

Aver dato la fascia di capitano a Chiesa ha indebolito la posizione di Iachini davanti ai giocatori della Fiorentina?
“Prenderei quasi più ad esempio quanto successo a me. Intanto c’è da capire chi ha preso quella scelta, al di là del giudizio e del malumore che c’è stato a Firenze. Eravamo primi in classifica, e l’allenatore (Sousa, ndr) mi tolse la fascia da capitano a fine anno solare, solo che c’era da arrivare a giugno, e il gruppo infatti la accusò. In certe situazioni la stabilità viene a mancare”.

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