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Daichi Kamada

“Sono giapponese”

Classe ’96, trequartista, di proprietà dell’Eintracht e giapponese. Il profilo della nuova suggestione viola: Daichi Kamada.

La concorrenza per il trequartista nipponico non manca. Il compagno di squadra dell’ex viola Rebic piace al Genoa che ha mosso passi concreti per lui. Proprio al Genoa si deve l’approdo del primo giapponese in Italia. Era il 1994. Dopo un periodo di peregrinazione in Brasile, Kazuyoschi Miura sbarca nella città ligure, comprato dal Verdy Kawasaky. Quel che resta del suo passaggio sono venti apparizioni e una rete nella stracittadina persa dai rossoblù per 3-2. Calcisticamente parlando una comparsa – un koken mutuando l’espressione dal teatro giapponese – ma dal lato economico un’operazione tutt’altro che sbagliata dato il grande afflusso verso la Lanterna di tifosi giapponesi accorsi per il loro beniamino. “Hito no uwasa mo shichijyugo nichi”“La voce dura 75 giorni”, un fuoco di paglia.

In riva d’Arno c’è già stato un figlio del Sol Levante. Sbocciato nello Shonun Bellmare, è l’intuito di Luciano Gaucci a portarlo in Italia durante i suoi tredici anni da presidente del Perugia. Mette a tacere il coro di critiche nei suoi confronti grazie ad una doppietta rifilata alla Juventus. Si sta parlando di Hidetoshi Nakata. Per trenta miliardi di lire si trasferisce alla Roma. Non molta fortuna per lui nella Capitale. “Nanakorobi yaoki”, “Cade sette volte ma si rialza otto”. Nel suo ruolo è chiuso da un certo Francesco Totti ma riesce ad essere determinante per la conquista dell’ultimo scudetto giallorosso. Specialmente nella sfida con la Juventus – evidentemente sua vittima prediletta – che prima trafigge con una rete. Dopo tre anni al Parma con cui vince la Coppa Italia – nemmeno a farlo apposta – contro la Juventus, nella stagione 2004-2005 ha vestito la maglia viola. La miseria di 20 apparizioni, zero reti, diversi epiteti canzonatori affibbiatigli dai tifosi viola il suo risibile bottino. Adesso il regista che fu giocatore asiatico dell’anno nel 1997 e 1998 si dedica alle sue passioni tra cui la moda. Fa molto per il sociale. Gestisce anche un’azienda produce sakè, la ‘N’.

“Hito no furi mite waga furi naose”. “Guarda gli errori degli altri e correggi i tuoi!” Quella di Kamada è una storia tutta da scrivere. Anche il suo ruolo non è ancora del tutto definito: è un centrocampista dotato di una buona visione di gioco e con una spiccata propensione offensiva. L’inizio promettente in madrepatria, nel Sahan Tosu (65 presenze, 13 reti), poi la grande occasione in Europa con l’Eintracht Francoforte ad appena venti anni. Trova poco spazio e quindi parte in prestito al Sint-Truiden, squadra che milita nella serie cadetta belga dove in 33 apparizioni colleziona 15 reti. Nel frattempo il suo valore secondo Transfermarkt sale fino a 4,5 milioni. Può fare al caso della Fiorentina? Magari sperando che non sia il solito Yurei (spirito maligno nel mito nipponico). Visto che nelle ultime stagioni giocatori evanescenti, diafani e perturbanti hanno più volte tormentato i tifosi viola.

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