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Rocco: entusiasmo e concretezza

Per sbrigliare una questione tanto incartata come quella dello stadio serviva proprio uno come Rocco Commisso.

“Cu’ non vitti pecuri a chist’ura non vidi cchiù pecuri e nò lana”. Tradotto dal dialetto gioiosino: “Chi non avrà visto rientrare le pecore all’ovile fino a ora tarda, non rivedrà più non solo le pecore, ma nemmeno la lana”.

Tra infrastrutture che non si volevano incastrare, fantomatici plastici, tempi tecnici, uffici svogliati e comitati del no il nuovo stadio era destinato a rimanere un fantasma. Un incubo che si aggirava nella mente dei tifosi viola.

Questo prima che Rocco Commisso decidesse di prendere in mano la situazione. Come lui ha già dimostrato di saper fare.

Al termine di una giornata intensa e dopo una settimana di polemiche, dal Consiglio Comunale di Firenze sono uscite notizie positive. Il sindaco Dario Nardella detta limite temporale: “Quattro anni”. E tra festoni viola e italo-americani giubilanti per il Columbus Day Rocco Commisso incassa questa ennesima vittoria.

Non è la prima, considerando quanto ottenuto dalla Lega Calcio di Serie A, ovverosia l’apertura di uno sportello a New York indispensabile per aprirsi a quel mercato e sul nuovo centro sportivo. Obiettivo far crescere la Fiorentina sul lato tecnico ma non solo, farla crescere sul lato organizzativo – mai avuto un centro sportivo di proprietà – sulla lato dei rapporti, perché chi non va in Lega Calcio ha sempre torto e non conta nulla.

A pensarci adesso è stato fin troppo semplice. Non è servita una finta come quella di Ribéry a San Siro né una progressione del miglior Chiesa: è stato ben più lineare. Rocco ha sparigliato le carte ottenendo in poco quanto in anni non avevano mai nemmeno sfiorato i Della Valle. Bastava aprire all’ipotesi stadio a Campi per drizzare Firenze che giammai avrebbe accettato un simile smacco dalla provincia.

Il presidente tornerà il 25 ottobre per la gara interna contro la Lazio. Il giorno successivo potrebbe incontrare proprio Nardella e chiedere di acquistare i 23 ettari della Mercafir. C’è l’entusiasmo, di un uomo maturo che sa di non aver tempo da perde, ma anche la concretezza, frutto di una storia imprenditoriale di successo. Finalmente.

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