Rivoluzione nel Calcio Italiano, diritti tv in mano agli spagnoli per una cifra record

E’ vera e propria rivoluzione per il calcio italiano. Come riporta la Gazzetta dello Sport oggi in edicola, il gruppo spagnolo Mediapro si è aggiudicato i diritti tv domestici della Serie A per il triennio 2018-21 facendo saltare il banco: offerta da un miliardo e 50 milioni annui più 1000 euro simboliche, giusto a superare la base d’asta e a rendere automatica l’accettazione da parte della Lega. Entro 45 giorni è atteso l’ok dell’Antitrust, poi l’assegnazione diventerà esecutiva e il licenziatario avrà due settimane di tempo per fornire le garanzie bancarie richieste (per ora ci sono le lettere d’impegno della capogruppo Imagina). I club di A e Infront festeggiano, e tirano un sospiro di sollievo.

L’asta fino a qui aveva visto abbassare l’offerta rispetto agli incassi dei diritti del precedente triennio 2015-18, finché non è intervenuto l’intermediario spagnolo che si è così aggiudicato i diritti per la trasmissione a pagamento delle 380 partite del campionato nelle vesti di intermediario. Le carte in gioco cambieranno dato che Mediapro non agirà come broadcaster ma avrà la facoltà di rivendere quei diritti ai diversi distributori operanti sul territorio italiano.  Quel che sicuramente cambia è il business dei diritti televisivi del calcio in Italia, per esempio Sky si troverà a perdere la sua posizione di indiscussa leadership. Potrà continuare a essere l’editore del calcio ma d’ora in poi dovrà fare i conti con tale soggetto per la gestione dei diritti.

I fondatori di Mediapro (Taxto Benet e Jaume Roures) sembrano disposti a trattare con tutti senza distinzioni ammettendo: “Per noi la cosa più importante è il tifoso, noi vogliamo dare a chi si abbona tutte le possibilità di vedere tutta la Serie A. Si vedrà su tutte le piattaforme possibili, in tutte le forme di distribuzione possibili. Pensiamo che la Serie A abbia un grande futuro, vogliamo fare un bel lavoro assieme alla Lega e agli operatori. Tenteremo di convincere tutti che sia importante dare la stessa immagine a tutto il torneo, e che noi abbiamo una grande capacità di produzione. Il marchio Serie A deve essere identificabile, come quando si guarda una partita di Premier e si capisce subito di che campionato si tratta».

Per la Lega di Serie A un traguardo inaspettato (+26% sul ciclo precedente), superando Bundesliga (1,4 miliardi) e avvicinandosi di non molto alla Liga (1,636 miliardi), irraggiungibile la Premier (3,25).

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