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PROFONDO (ROSSO)NERO. VIOLA, NEL SILENZIO ASSORDANTE IL RUMORE DELL’ENNESIMO TONFO

Silenzio. Perchè le parole da dedicare all’annata disastrosa viola iniziano a scarseggiare e a perdersi in una triste monotonia e in un’amara rassegnazione. Silenzio. Come quello che durante i primi 45′ minuti di Milan – Fiorentina regna in Curva Fiesole, vuota per tutto il primo tempo della gara in segno di protesta. Ennesima contestazione dei tifosi nei confronti della proprietà di una Fiorentina che anche stasera dimostra di non sapere più vincere.

Vuota la curva, così come vuota si presenta la Viola. Gli uomini di Montella entrano in campo in un ambiente surreale. Facile dire che ciò possa avere influito, difficile dire quanto, e quanto invece la Fiorentina spenta sia il riflesso di delusioni e certezze smarrite. Fatto sta che i gigliati appaiono stanchi, timidi, compassati, in balia dell’avversario, ma soprattutto, come confermato dallo stesso tecnico nel post partita, impauriti.  Un tiro di Muriel in avvio di incontro resta l’unico spunto di un primo tempo a tinte rossonere. Il Milan è in controllo del gioco, e gli uomini di Gattuso impegnano Lafont prima con Romagnoli, poi con Suso. Al 35′  Calhanoglu  con un colpo di testa porta in vantaggio il Diavolo. I viola abbozzano una timida reazione, ma all’intervallo il match dice Milan e poco altro.

Durante il break la curva si ripopola. Le squadre rientrano in campo, e anche la Fiorentina sembra tornare con un nuovo piglio e aver guadagnato un po’ di sostanza e convinzione. Nel secondo tempo sono i padroni di casa a farla da padrone. I viola si buttano alla disperata ricerca del pareggio. Ci vanno vicini con Chiesa e Mirallas, che impegnano Donnarumma in un paio di occasioni. Ma non basta. La difesa del Milan regge, complice anche la scarsa cattiveria sottoporta dei viola, e i rossoneri conquistano tre punti che vogliono dire il proseguo del sogno Champions. Per i gigliati è il quarto ko di fila in campionato e l’ennesima tappa di una crisi che non sembra voler finire

La sconfitta è poco male nell’ottica di un campionato che ormai ha ben poco da dire alla Fiorentina (certo, i viola non hanno ancora la salvezza matematica ma una ipotesi retrocessione appare comunque troppo catastrofica anche per la attuale depressione che regna nell’ambiente). La mancata vittoria è invece molto male nell’ottica degli strascichi che questo finale di stagione rischia di portarsi dietro: il rumore della contestazione. Il chiasso assordante di cori, striscioni, e di una tensione che si taglia a fette e condiziona. Il rumore di una crisi che lascia una squadra con zero certezze e un futuro da costruire su fondamenta ancora da trovare. “Dobbiamo ricompattarci prima di pensare ad acquisti” ha detto a fine gara Montella. Ricompattare le macerie, però, è difficile.

 

 

 

 

 

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