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PRADÈ: “60 giocatori non funzionali. Veretout? Ha chiesto di essere ceduto. Chiesa? Ci parlerò quando tornerà dalle vacanze”

Inizia ufficialmente la nuova era Viola di Daniele Pradè.  Ore 11, il nuovo Ds si presenta ancora una volta davanti alla stampa e ai tifosi gigliati. Tornato per sostituire il lavoro altalenante di Pantaleo Corvino, ecco di seguito le sue parole nella diretta testuale di FiorentinaUno.com:

A rompere il ghiaccio ci pensa J. Barone: “Grazie per la presenza e  buongiorno a tutti, è una giornata molto importante per una persona molto importante per la Fiorentina. Vorrei ringraziare il presidente Commisso ma anche Diego e Andre Della Valle ed il Comune di Firenze, ma soprattutto la tifoseria della Fiorentina, non solo in Italia ma anche a New York. La città è conosciuta in tutto il mondo, io faccio parte dei muri della città di Firenze, sono una persona semplice a cui piace vivere la città. Ho tanto da imparare. L’unica scelta per il ds viola era solo e soltanto Daniele Pradè. Daniele è un professionista del calcio, un uomo vero con la nostra stessa mentalità. Per questo siamo orgogliosi di averlo con noi. La nostra ambizione è quella di costruire una società, un pò alla volta, che sia in grado di regalare le giuste ambizioni a Firenze. La nostra tifoseria è molto importante e legata alla società, tutti noi abbiamo tanto rispetto verso di questa. Il mio nome non è in consiglio di amministrazione ma vedrete che nei prossimi giorni ci sarà un organigramma con delle novità. Io gestirò la Fiorentina da qui sotto le direttive del presidente Rocco Commisso”.

Daniele Pradè: “Grazie, un grazie vero e con il cuore. Grazie al presidente Commisso che appena mi ha visto mi ha scelto e mi ha trasmesso la sua dinamicità. Ha 70 anni ma va più forte di me, voglio iniziare un percorso lungo insieme a tutti. Grazie anche a questa città, da parte anche della mia famiglia che è contentissima di tornare. Una delle città più belle del mondo. Ci tengo anche a ricordare e ringraziare i Della Valle, con cui abbiamo fatto un percorso importante, mi hanno fatto gli auguri e mi hanno detto che hanno scelto le persone giuste per Firenze. Voglio fare una promessa…quando sono andato via da Firenze non me l’aspettavo, è successo tutto in un giorno. Mi ha chiamato tutta la squadra ed una delle prime telefonate è stata di Astori che mi ha ringraziato per averlo portato a Firenze. Mi ha detto che non c’era mai un grazie così grande, ed io gli ho promesso una cosa: “Davide, un giorno ritorneremo insieme!”.

Fair Play Finanziario? Situazione complessa, ma abbiamo già fatto un piano ed ho un tetto salariale più alto degli anni precedenti, ma la difficoltà sono i 75 contratti in essere, di cui circa 60 non funzionali al nostro progetto. De Paul? Non lo compri perché costa una cifra troppo alta, mi piace ma non siamo competitivi su certi parametri di mercato. Veretout? Ha chiesto di essere ceduto, vuole aumentare il suo livello di competitività. Non vogliamo contropartite tecniche. Chiesa? Può rispondere solo il presidente, ci parlerò quando tornerà dalle vacanze, poi ci metteremo seduti e capiremo la sua testa e quello che ha recepito dal nostro discorso”.

Mission? Dobbiamo avere pazienza, un tassello alla volta. Non possiamo avere una rosa di 100 calciatori ed un monte salario incoerente. Saremo una squadra con un’identità, non possiamo parlare di risultati sportivi adesso, non sarebbe corretto. Prendiamo come esempio l’Atalanta e l’Udinese, ci vuole calma ed intelligenza. L’entusiasmo è il cambiamento, non lo compri con Higuain ma con programmazione ambiziosa e costruita, la gente si aspetta che ci mettiamo la faccia ed un’identità, non i nomi”.

La Squadra? Partiamo da un modulo di base propositivo, un 4-3-3 che potrà cambiare in base alle partite, ma con un player ed un difensore centrale che gioca palla. Pavoletti? E’ incedibile! Dragowski? Sarà il portiere titolare se vorrà rimanere a Firenze. Inglese? Ci piace ma non è sostenibile a quei costi. Bennacer? Mi piace, purtroppo però sta giocando la Coppa d’Africa e vorrebbe giocare una competizione europea”.

Andrea Mancini? Stiamo organizzando un gruppo di lavoro di 4/5 elementi che ci accompagnino nello scouting e che siano in grado di aiutarmi a parlare con calciatori che non saranno stabilmente a Firenze. De Rossi? 4 amici al bar…una battuta, il rapporto tra me Vincenzo e Daniele è questo. Ci diciamo qualsiasi cosa, non c’è stato un sì o un no perché non siamo arrivati ad un’offerta di contratto”.

Lupatelli? Mi piacerebbe avere un uomo spogliatoio come lui. Viviano? A Emiliano voglio bene, è molto forte, ma per Dragowski sarebbe una pressione infinita…ed in Fiorentina-Juventus se mi sta in panchina impazzisce (ride ndr). Benassi? Ci piace, è un giocatore importante e non abbiamo mai parlato con il Genoa. I giovani? Vigliamo vederli tutti, respirarli in ritiro…poi decideremo. Simeone? Vogliamo rigenerarlo, non vedo l’ora di parlarci. Lirola? Troppo esosa la richiesta…impossibile. Lafont? Abbiamo voluto noi mandarlo in prestito per giocare, ma con diritto di controriscatto…non volgiamo un altro caso Zaniolo. Ci tengo a dire che non mi sono state richieste plusvalenze!”.

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