NARDELLA, “Ascolteremo le esigenze della Fiorentina. Speriamo che continuerà a giocare al Franchi”

Nel Consiglio Comunale di oggi, il Sindaco Dario Nardella, dopo aver parlato del progetto per il “nuovo Franchi” elencando nel dettaglio anche tappe e tempi degli interventi, ha affrontato anche il discorso dei rapporti con la Fiorentina e le speranze di collaborazione futura. Queste le sue parole sulla questione Mercafir: “Il dialogo con la Fiorentina è continuo ma la stessa proprietà viola prima non ha partecipato al bando per la Mercafir, poi è tornata sul Franchi dicendo di voler abbattere le curve e di fronte al decreto ha concluso di non voler investire sul Franchi, lo dico senza polemica.  Con la nuova proprietà abbiamo guardato varie opzioni: sulla Mercafir voleva il total control, quando abbiamo formalizzato gli atti per lo stadio il presidente Commisso ha esultato ma poi ha ritenuto di non voler andare avanti. Oggi alla Mercafir va avanti la progettazione del nuovo mercato, è chiuso il discorso sullo stadio”.

Sul dialogo futuro con la società di Commisso: “Di sicuro ascolteremo la Fiorentina per capire le esigenze, sono convinto che continuerà a giocare al Franchi. Noi in ogni caso non possiamo che mettere a nuovo e in sicurezza quello stadio, anche se dovesse farsi un nuovo stadio a Campi o altrove. Vogliamo fare uno stadio bello perché continui a giocarci la Fiorentina, è la nostra speranza. Tutto quello che accadrà a latere lo valuteremo con grande interesse ma noi proseguiamo con la nostra strada e vogliamo farlo collaborando con la Fiorentina perché il Comune ha sempre collaborato con i privati, naturalmente nel rispetto dei ruoli. Siamo sicuri che la proprietà viola riuscirà a trarre frutti maggiori da uno stadio così ristrutturato. Il nostro dialogo con la Fiorentina andrà avanti, non solo per la convenzione che andrà rinnovata ma per il futuro. Non possiamo permetterci di lasciare lo stadio e campo di Marte in questa situazione. Certo, se avessimo saputo tutto nel 2012 avremmo subito fatto il restyling senza perdere tempo, ma non erano improvvisazioni bensì situazioni alle quali arrivavamo con atti formali”.

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