MILAN-FIORENTINA, Senza Ibrahimovic sarà il primo test rossonero

Un mini-test, ci si augura a Milanello. Perché in fin dei conti Zlatan Ibrahimovic sarà assente per almeno 10 giorni, ma si spera non siano di più. Fosse così, lo svedese volante salterebbe le prossime tre partite: una di Serie A e due di Europa League. Lille, Fiorentina e Celtic. Tosta con i francesi, al cospetto dei quali all’andata non è bastato neanche sua maestà, più semplici le altre due. Dovessero allungarsi i tempi di rientro, salterebbe anche la Sampdoria: nulla di impossibile. E in generale, il calendario del Diavolo, seppur a ritmi forzatissimi, da qui al 20 dicembre (Sassuolo) non prevede nessun big match. Però è un test. Perché finora Ibra è la variabile che fa funzionare l’equazione chiamata Milan. Togli lui e cambierà il risultato? Magari no, ma è la domanda che ci si pone da inizio campionato, assieme a un’altra. Questo Milan è da scudetto? Forse, se va tutto bene. Per ora è primo, ma c’è stato Ibra. Ora mancherà per un po’, e comunque qualcosa in rossonero ci si dovrà inventare. Il giovane Colombo non sembra pronto per un’eredità così pesante, tra gli altri avanti non c’è nessuno che abbia le caratteristiche per sostituirlo (chissà Leao, ma è anche lui ai box). Il Milan non ha un vice-Ibra, è cosa arcinota. Non vuol dire non avere un centravanti di riserva, perché il 39enne è molto di più un finalizzatore. E lo stop non è ovviamente una buona notizia, ma può essere l’occasione per dimostrare quanto valga la squadra di Pioli senza il suo miglior giocatore. Dieci giorni, o poco più, sono troppo pochi per sciogliere l’interrogativo. Ma, se il Milan vuole sognare in grande fino in fondo, ha da farsi trovare pronto anche senza il suo gigante. Anche per poco.

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