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MARCHIONNI, “A Firenze sentono la sfida con la Juve, i bianconeri potrebbero vincere anche con le riserve”

TuttoJuve ha intervistato il doppio ex Marchionni:

Fiorentina-Juventus: quale è la tua lettura in proposito?
“A Firenze ci tengono particolarmente per questa sfida, la Juventus vorrà continuare su questa strada mentre i padroni di casa saranno agguerriti e cercheranno di riscattare le prime due sconfitte. Sicuramente le attenzioni e gli stimoli saranno, di conseguenza, più forti, la Fiorentina vorrà dimostrare di potersela giocare ma sarà difficile se la Juve farà la Juve. Lo stadio tutto pieno e i nuovi arrivi: così si può cercar di dar noia”.
Credi che la partita di Madrid, che si giocherà qualche giorno dopo, possa distrarre di più anche per via del cambio di guida tecnica?
“La Juventus non sarà distratta, sono sicuro di questo. In più aggiungiamo che possiede due squadre e che le riserve potrebbero vincere il campionato. Sicuramente ci sarà un piccolo pensiero per la Champions, ma a Torino sono abituati sempre a pensare partita dopo partita. I giocatori bianconeri sono campioni dentro e fuori dal campo, sono talmente esperti che sanno benissimo di poter fare delle brutte figure nel caso in cui non dovessero esser totalmente concentrati sull’incontro”.
La Juventus, come affermi, ha due squadre che possono giocarsi lo scudetto. E Sarri, però, non è famosissimo per impiegare tutti i giocatori in quanto nelle sue precedenti esperienze ne schierava abitualmente tredici o quattordici. Credi che a Torino potrebbe cambiare idea e far così turn-over?
“Ogni allenatore deve sfruttare al meglio il suo organico e Sarri avrà probabilmente effettuato delle scelte in base alle sue idee negli anni precedenti e le avrà ponderate anche a seconda di come stava andando la stagione. Alla Juventus, chiunque metti in campo può decidere la partita perché ha in rosa dei campioni. Proprio per questo motivo, non credo che si focalizzerà solo su tredici o quattordici giocatori”.
Pensando a dieci anni fa, quando giocavi nella Juventus accanto a mostri sacri come Nedved e Del Piero, forse non avevate la concezione di affermare che la rosa sarebbe stata così completa. Potremo anche affermare che questa è la più completa della storia.
“In quel periodo c’era l’idea di riuscire a portare la Juve a raggiungere questo obiettivo. E’ stato importante avere dei giocatori come Ale, Pavel, Gigi, David, Mauro perché dovevano esser loro la base che avrebbe permesso di tornare a lottare per i grandi traguardi. Ora, a distanza di dieci anni, la società può permettersi nuovamente di acquistare grandi campioni esattamente come accadeva in passato. E’ tornata lì dove meritava di stare”.
Tornando a parlare del match di sabato, chi sarà il protagonista del match?
“Rispondere Ronaldo è palesemente scontato (sorride ndr), il mio pensiero a tal proposito verte sempre sul collettivo che fa rendere il singolo. E’ il gruppo che ti porta a fare delle prestazioni fuori dal normale, logicamente con il campione è tutto più facile. La Fiorentina, a mio parere, ha comunque una rosa molto forte e non si può basare su un solo calciatore. Certo, così puoi vincere qualche partita ma poi ti ritrovi a competere per obiettivi che non ti competono. A differenza dei bianconeri, i padroni di casa dovranno giocare la miglior partita di sempre per essere alla pari dei loro rivali”.
Quindi, per capirci, c’è più pressione sulla Fiorentina che sulla Juventus.
“Più che pressione, c’è entusiasmo. A Firenze puoi andar male, ma quando arriva la Juventus l’atmosfera è sempre quella di una finale. Qui non è mai una partita, è la partita. E questa prestazione, specialmente se dovesse risultar positiva, può caricarti a tal punto per farti rendere al meglio le successive sfide. Può avere dunque un effetto benefico”.
Al contrario, invece, quando andavi a Firenze con indosso la maglia della Juve non succedeva tutto questo. Forse solo per il derby potevi vivere delle emozioni del genere.
“Non tanto in realtà, perché quando sei nell’ambiente Juve devi pensare solo a vincere sia che affronti la big e sia se incontri la piccola. Anzi, a volte fa più male fallire contro la squadretta perché le vittorie portano consapevolezza e pensieri positivi per conquistare tutte le competizioni”.
Quanto finirà? Che risultato ti aspetti?
“No, non me la sento di farlo (sorride ndr). A me piace il calcio, ci sono due allenatori che fanno divertire e le loro idee li hanno portati qui a confrontarsi oggi. L’importante è che ci sia grandissimo spettacolo”.
A Torino sono rimasti in tre attaccanti per un unico posto e ad oggi il favorito per partire titolare sembra esser Higuain. A tuo avviso, Sarri può riportare Dybala al ruolo di prima punta?
“Stiamo parlando di campioni, che fanno sempre bene in qualsiasi ruolo. Dybala, nello specifico, farà bene ovunque Sarri gli chiederà di giocare. E’ logico, poi, che verrà esaltato oppure criticato per le sue prestazioni in campo, anche quando la colpa dell’insuccesso non è la sua”.
Un punto di vista sul campionato, chi sarà l’anti-Juve?
“E’ normale affermare l’Inter, per me sarà la prima antagonista. Ha preso un grande allenatore come Conte e così ha voluto dare un input importante, ha acquistato giocatori importanti e nelle prime partite ha vinto pur avendo qualche problema. E quando vinci in questo modo, hai un futuro roseo davanti. Poi c’è il Napoli: si parla poco della squadra di Ancelotti che è sempre una garanzia, si è rinforzata in maniera mirata e la vedo in lotta per il titolo. Chiaramente la Juve rimane favorita, per profondità di rosa e soprattutto perché ormai si conoscono da parecchi anni. E’ questo il mio pensiero”.

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