CONFERENZA STAMPA, Prandelli: “Sentito Commisso, era arrabbiatissimo. Contro la Roma rabbia ed orgoglio. Kokorin? Non è ancora pronto”

Domani sera, mercoledì 3 marzo, alle ore 20:45 presso lo stadio “Artemio Franchi” di Firenze andrà in scena Fiorentina-Roma. Il match di questo turno infrasettimanale sarà valevole per la 25a giornata di Serie A TIM. Entrambe le squadre arrivano da due sconfitte contro, rispettivamente, Udinese Milan. Alla vigilia del match il tecnico viola Cesare Prandelli incontra alle ore 17 i giornalisti per presentare la gara, come di consueto, via web-streaming nella conferenza stampa prepartita. Ecco qui di seguito le parole del tecnico d’Orzinuovi:

Quali sono le sicurezze da cui ripartire?

“Nel calcio ci sono momenti in cui sembra di essere passato sotto una situazione paradossale, ma poi rinasci da una partita. Bisogna avere rapporti più chiari, come con Ciccio Rialti. Che lanciava la critica ma poi faceva un passo indietro per pensare a cosa fare per aiutare la società. In questo momento siamo circondati da una criticità forte, ci sta. Ma la società non c’entra nulla, sta facendo i giusti investimenti, quello che può. Ho sentito il presidente ed era giustamente molto arrabbiato, ma i colpevoli siamo noi, non loro. Non dobbiamo andare contro la Roma pensando di essere vittime sacrificali o altro. Dobbiamo mettere rabbia ed orgoglio in campo. Contro l’Udinese dovevamo tornare con i tre punti, ma non ci siamo risuciti. Ma da queste difficoltà dobbiamo sapere uscire”

Callejòn una risorsa?

“Assolutamente sì. Poi non parlo più di Callejòn, ne parlo ogni settimana. Lui è positivo in tutto. Stiamo lavorando al momento in cui metteremo in campo anche lui”.

Amrabat in panchina per tattica ad Udine o monito?

“Mi auguro che domani possa dimostrare la voglia di essere integrato in una squadra. Mi auguro giochi molto più in verticale, dipende da lui. Può essere uno stimolo lasciarlo in panchina, ora sta a lui”

Paura o voglia di riscatto contro la Roma? Come contro la Juventus?

“Personalmente c’è molto rispetto, paura no perché le partite vanno giocate dal primo minuto all’ultimo. Dobbiamo arrivare consapevoli di fare una grande partita. E io ne sono sicuro che possiamo farlo. Me la voglio giocare rischiando qualcosa piuttosto che speculare. Creare problemi agli avversari”

Cosa si è detto con Commisso?

“Ci siamo sentiti ed era molto, molto arrabbiato. Perché crede in questo progetto, in questa Fiorentina. Abbiamo fatto un discorso presidente-allenatore. È responsabilità mia stimolare questa squadra. Una persona che arriva dall’altro capo del mondo che vuole investire e fare grande questa squadra, questa città è normale che rimanga deluso. Non ha perso però l’entusiasmo, è un’arrabbiatura molto positiva”

Debolezza mentale di questa squadra? Rabbia Pradè post-Udine?

“Io penso che la squadra sola debba uscire da questa situazione. Abbiamo parlato spesso per stimolarci l’un l’altro. Sono persone serie e sanno che devono dare qualcosa in più. Il DS a caldo non se ne fa una ragione, ma anche in questi giorni è rimasto molto arrabbiato. Ma bisogna voltare pagina e pensare al domani. Siamo tutti tifosi, anche voi giornalisti lo siete e se le cose vanno male non avete appeal. Dobbiamo aiutarci l’un l’altro. Siamo tutti sulla stessa barca. Ma è da tre anni che la situazione è questa. La società deve programmare la squadra futura, questo è il messaggio che mi sta mandando la società. Dobbiamo fare risultati e basta”

Sorprese tattiche contro la Roma?

“Contro l’Udinese non abbiamo atteso, era il contrario. Ci han dato la possibilità di costruire e l’abbiamo fatto, ma poi ripartivano. Tante partite le han chiuse così. Già dal 66′ si capiva questo e noi non siamo stati bravi a carpire il momento. E senza quel guizzo non siamo riusciti a fare risultato. Contro la Roma non faremo mica noi la partita, la faranno loro ovvio. Ma noi dobbiamo essere concentrati a non lasciare spazio alcuno”

Critiche sull’inserimento di Montiel a tre minuti dalla fine contro l’Udinese?

“Ho sempre avuto rispetto delle persone altrui. Ognuno è libero di dire quello  che vuole. Non devo rispondere a nessuno, devo rispondere casomai a Monti. Lui giocherebbe anche 30 secondi. L’ho messo in campo anche se mancava poco, era già pronto il cambio ma poi abbiamo preso goal. Le critiche ci stanno, le ho sempre accettate, anche se arrivano da amici che mi stimano e queste dovrebbero capire meglio il momento. Ma per me restano amici”

Caratteristiche più pericolose di questa Roma?

“C’è un allenatore a Roma che zitto zitto va avanti per la propria strada, anche prendendo decisioni impopolari. In base ai giocatori che ha li mette in campo in maniera precisa. Con una punta, due punte, difesa a quattro, a tre. Insomma, la squadra ha qualità, ha corsa. Noi dobbiamo pensare di essere molto, molto compatti. Nel momento in cui hanno una mentalità più propositiva e ci attaccheranno, lì dobbiamo essere bravi a ripartire con cattiveria e cercare di punirli”

Kokorin può partire dal primo?

“Ci vuole tempo. Spesso quando parlo e rispondo a questa domanda riprendo l’esempio di Platini che ha avuto le stesse problematiche di inserimento a suo tempi. Ci aveva messo sei mesi. Quando arrivano dagli altri campionati i giocatori, specie da quello russo, bisogna avere la giusta pazienza e non forzare l’impiego. Dobbiamo dargli tempo, senza mettergli fretta alcuna”

Come mai la Fiorentina perde partite che non merita di perdere?

“Ho sempre pensato ad una cosa, anche se gli aspetti da valutare ce ne sarebbero a bizzeffe. Quando la squadra percepisce di potere offendere nel corso di una partita, cala la fase difensiva. E quest’aspetto dobbiamo migliorarlo. Tre partite potevamo portare a casa tanto, ma non è successo. Facciamo mea culpa da questo punto di vista ed andiamo avanti sperando di potere correggere”.

 

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