Le assenze non possono essere un alibi: tanta Inter e pochissima Fiorentina. Raggiungere la salvezza alla svelta per poi riprogrammare il futuro…

Un anno fa la Fiorentina, allora guidata in panchina da Vincenzo Montella, fermava al Franchi sull’1-1 un’Inter lanciata verso la corsa allo scudetto grazie ad una prodezza nel finale di Dusan Vlahovic. Stasera invece ai viola non è riuscita l’impresa di contrastare i nerazzurri e di portare a casa un risultato positivo in grado di consegnare agli uomini di Prandelli un’ulteriore iniezione di fiducia nel cammino verso il raggiungimento della quota salvezza. Troppe a detta di molti le assenze e soprattutto ben distribuite in tutti i reparti con una difesa che ha perso la fisicità di Milenkovic, un centrocampo che non ha potuto contare sugli strappi e sulla qualità di Castrovilli, e un attacco che si è trovato a giocare senza la fantasia di Franck Ribery.

La Fiorentina è durata 45’ minuti, poi nella ripresa si è lasciata sopraffare dagli uomini di Conte che, nonostante avessero giocato appena tre giorni fa un match intenso e importante in Coppa Italia contro la Juventus, sono apparsi paradossalmente più in condizione dei viola. Certo la testa nel calcio fa la differenza e il secondo gol di Perisic ad inizio ripresa ha infierito in maniera decisiva sul morale della squadra gigliata, ma viene da domandarsi come sia possibile che tra le due compagini in campo quella a venire fuori alla distanza sia stata proprio l’Inter. Anche dal punto di vista atletico e del ritmo c’è tanto da rivedere….

Tornando invece sulle assenze, pur essendo state esse certamente importanti per una squadra dall’organico non eccelso come quello della Fiorentina, non possono rappresentare un alibi per quanto di poco fatto vedere in particolare nel secondo tempo. I viola al di la della doppia occasione nel primo tempo, con la traversa di Bonaventura e il salvataggio in seconda battuta di Handanovic su Biraghi, non hanno praticamente mai impensierito la retroguardia dell’Inter. Due sole conclusioni pericolose in 90’ minuti sono troppo poche per essere giustificate dalla frase “Eh vabbè ma ci mancavano giocatori importanti…”. 

Quella della scarsa pericolosità sotto porta è una lacuna cronica che la Fiorentina ha denotato anche con l’organico al completo. La speranza è che Kokorin (che ha esordito questa sera senza però incidere a causa anche dell’andamento già indirizzato del match) possa aiutare la squadra ha migliorare da questo punto di vista, anche se la sensazione che si ha con il passare del tempo è che questa sia una squadra che davanti non incide non per colpa dei singoli, ma piuttosto per una mancanza di un’organizzazione di gioco tale che possa permettere ai vari uomini offensivi, e non solo, di essere pericolosi sotto porta. 

La strada per la salvezza è ancora lunga e non permette attualmente né alla squadra né tanto meno alla società di guardare troppo in la nel futuro. Certo è che una volta raggiunto l’obbiettivo poi arriverà il tempo delle riflessioni, perché dopo l’ennesima annata difficile i tifosi, la città ma anche le ambizioni del patron Commisso (testimoniate dall’apertura del cantiere per la costruzione del nuovo centro sportivo viola) meritano tutt’altro tipo di stagioni….

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