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La Partita

Fiorentina-Juventus non è una delle tante, Fiorentina-Juventus è la partita. Per Firenze si tratta dell’appuntamento più atteso di tutto il campionato.

Qualunque sia la stagione, qualunque siano gli obiettivi, qualunque sia la posizione in classifica Fiorentina-Juventus è la partita più attesa.

Giovani talenti contro campioni ricchi e affermati. L’aristocrazia, con tendenze oligarchiche, del calcio italiano, aristocratica pure nel suo distacco rispetto alla gara, e la provincia italiana, fieramente provinciale, testardamente provinciale: tanto provinciale che un tempo bastava vincere quella partita per accontentarsi. La capitale del Nord-Ovest, dell’industria contro la capitale della cultura italiana, la prima e la seconda capitale d’Italia. Vincere sempre contro la filosofia secondo cui il calcio o è bello o non è; vincere prima di tutto contro il meglio secondi che ladri”. La dinastia degli Agnelli che non ci ha pensato due volte a delocalizzare negli USA e Commisso che a 12 anni partì con una valigia piena di sogni verso Broccolino per sbarcare cinquantotto anni dopo a Peretola in un assolato, indimenticabile pomeriggio di giugno. Anche questo è Fiorentina-Juventus.

Fiorentina-Juventus è sfottò, ironia. È: “L’ultimo scudetto l’avete vinto nel ’69” oppure l’intramontabile pasto: “Gobbi al forno”; passando per il tasto dolente dei bianconeri: la Champions. Non è però quei maledetti cori contro i morti dello Stadio Heysel dai quali subito, giustamente, ha preso le distanze la società. Questo non è Fiorentina-Juventus.

Sul campo, numeri alla mano, non ci sarebbe partita. Non c’era partita nemmeno il 2 marzo del 2008. Piena era Prandelli, Fiorentina in corsa per la Champions. Sembrava tutto perduto ma due perfetti scosciuti, Papa Waigo e Pablo Daniel Osvaldo, decisero di assurgere al Pantheon degli dei viola e fu 3-2. Nemmeno il 20 ottobre di sei anni fa c’era più partita: Viola sotto di due reti. In quel momento successe qualcosa difficilmente spiegabile razionalmente: un’onda anomala fatta di cuori, voci e piedi travolse la nave ammiraglia della Serie A. Chi non sobbalzò quando la palla finì a Joaquin? Chi può dimenticare la faccia di Antonio Conte? Quella sgroppata di Cuadrado? Anche questo è Fiorentina-Juventus.

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