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LA MEGLIO DI TRE

Al secondo round con l’Atalanta, arriva la prima sconfitta del 2019 per la Fiorentina.

Una sconfitta meritata contro un’Atalanta sempre padrona del campo, una squadra quella di Gapserini da etichettare oramai con l’aggettivo di “big”. Ma non è certo questa la sorpresa ma piuttosto il motivo, visto anche il precedente di mercoledì, che provoca perplessità nella scelta del modulo da parte di Stefano Pioli.

Una squadra attrezzata, solida e pericolosissima in attacco, è questa l’Atalanta del Gasp, un collaudato 3-4-2-1 con un tridente composto da Gomez e l’ex Ilicic dietro al portentoso Zapata. Colladauto dicevamo, l’esatto opposto del 3-4-3 che il tecnico gigliato ha riproposto ieri sera. La lezione ricevuta nella semifinale di Coppa Italia non è bastata. Forse il rientro di Pezzella faceva alludere ad altro, ma ribadito il concetto ecco ricevuto il conto: tre “sberle”, che unite alle precedenti 3 fanno 6 in 180′.

Diversi interpreti ma stesso risultato.

Se in Coppa Italia la linea a tre difensiva era stata composta da Vitor Hugo, Ceccherini e Milenkovic assistiti da Biraghi e Dabo esterni, quest’oggi abbiamo visto il cambio di due interpreti, ovvero Pezzella per Hugo e Laurini per Dabo. Tuttavia il risultato è stato lo stesso se non peggiore, con una Fiorentina non solo incapace di arginare gli attacchi della Dea, ma allo stesso tempo di costruire gioco ed azioni, lasciando tutto nelle mani di Chiesa e Muriel (due che, sfruttando le ripartenza avrebbero potuto essere letali in contropiede). Purtroppo il calcio non è solo istinto e fantasia, ma anche tattica e razionalità, così la marcatura a uomo della linea a 3 si è persa proprio come le uscite sulla trequarti avversaria di V.Hugo (su Ilicic mercoledì), e di Milenkovic (su Gomez questa sera), rivelandosi specchio di uno schema tattico tanto elementare, quanto incompreso dai suoi interpreti.

Una giornata nel ricordo di Astori.

L’eterno capitano viola avrà guardato con occhi lucidi tutti i campi della Serie A che quest’oggi gli hanno reso omaggio, stringendo sicuramente i labbri tra i denti per l’esito della partita dei suoi compagni. L’eredità di Davide è patrimonio di questa Fiorentina, e se Gasperini si trova in vantaggio su Pioli (sia a punti che psicologicamente) in vista del terzo e decisivo round, ciò che i Viola devono tenere saldi adesso sono i valori che da sempre hanno contraddistinto Davide Astori. Il sorriso, la forza di volontà e la semplicità. Nel segno di Davide, perché la vera ricetta per chiudere con successo questa stagione può essere proprio questa. Annullare la negatività, lavorando ai limiti delle possibilità per mettere in campo la vera anima di questa squadra, senza improvvisare, ma giocando sempre e solo con il proprio “stile”. Davide non si scorda, e Pioli (nonostante tutto) questo lo sa bene.

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