LA FILOSOFIA OFFENSIVA DI CESARE PRANDELLI

Una Fiorentina all’insegna del calcio show e dello spettacolo: ecco cosa si aspettano i tifosi viola dopo il ritorno del saggio Cesare Prandelli.

Una filosofia di gioco condita da tanti gol e con ogni pedina al proprio posto: a partire dall’estro di Franck Ribery. Un valore aggiunto che può sì prendersi sulle spalle l’intera squadra, ma che “sarebbe interessante vederlo in zone del campo finalizzate alla realizzazione, più che alla costruzione offensiva del gioco”. Così ha commentato il tecnico d’Orzinuovi quest’oggi, parlando ai microfoni di Radio Uno: sul fantasista francese, ma non solo. Per esempio, mister Prandelli ha ricordato ai propri tifosi di avere certamente della qualità in avanti, ma che si può e si deve aspirare sempre al meglio.

Giocatori come Christian KouameDusan Vlahovic Patrick Cutrone possono dare un largo contributo alla causa. E tutti e tre avrebbero il minutaggio meritato, se si considerasse, oltretutto, la bozza di schema offensivo propinata dal mister. Dalle recenti dichiarazioni del neo-tecnico viola, infatti, si è potuta dedurre, per sommi capi, la primaria intenzione di far giocare almeno due dei suddetti centravanti dal primo minuto di gioco. Riportando l’ivoriano, per esempio, al ruolo naturale con cui s’era messo in risalto ai tempi del Genoa (sempre con Prandelli): quello della seconda punta.

Il tutto sarà posto a supporto di una prima punta “pura”. E quest’ultima può essere ragionevolmente rappresentata dalla tecnica grezza del serbo Vlahovic (e finalmente, aggiungerebbe il sottoscritto) oppure dalla straripante esplosività di Cutrone. Anche su quest’ultima trottola il tecnico sembra avere le idee molto chiare. Al ragazzo verrà sì data la piena disponibilità ed il giusto minutaggio: a patto che non “corra a vuoto”, ecco. Un concetto, questo, che troviamo riportato dal pensiero del tecnico viola sempre ai microfoni di Radio Uno, quello secondo cui Patrick “spende molte energie in movimenti che potrebbe evitare: un attaccante come lui dovrebbe concentrarsi sulle mosse mirate”. Nient’altro da aggiungere, per quanto mi riguarda, caro Cesare.

E dietro? Ci dimentichiamo del resto della squadra? Ma nemmeno per sogno. Mister Prandelli avrà la possibilità di trasmettere al team una tanto scontata quanto giusta mentalità: quella dell’uno per tutti e tutti per uno. Non appena torneranno tutti dagli impegni nazionali, ovvio. Il neo-tecnico viola ha già ricordato ai propri ragazzi, ove e quando fosse possibile, che “hanno un tifoso come allenatore”. E se è come uno dei classici tifosi viola, il tecnico bresciano chiederà molto, ma darà tutto. E cosa vuoi che possa chiedere un tifoso fiorentino, al giorno d’oggi, se non la “coppa dalle grandi orecchie”? O, quantomeno, avere la possibilità di concorrere per essa? Si è espresso anche in questo senso l’allenatore a Radio Uno, ricordando che “ci sono ottime potenzialità, ma non possiamo porci un obiettivo se non quello di crescere come squadra e come mentalità”. Anche su questo, caro Cesare, nient’altro da aggiungere.

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