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IL BORSINO VIOLA, Due mesi di mercato tra entusiasmo e volti nuovi: esperienza al servizio della “cantera”: basterà?

La fine d’agosto… la fine del mercato.

Con l’inizio di settembre, a circa 20 giorni dalla fine dell’estate 2019 e all’arrivo imminente di un autunno sempre nostalgico e piovoso… chiude oggi anche il calciomercato. Una lunga telenovela tra news dell’ultim’ora, sogni infranti, visite mediche, presentazioni, addii dolorosi e meno dolorosi, “incubi” superati ma non solo… un bagno al mare e una serata con amici, che non guastano mai. Insomma da quel lontano primo luglio, due mesi di trattative sembrano durati secoli e, proprio oggi che chiude, qualcuno ancora è lì a chiedersi perché? E soprattutto quando arriva gennaio? Si perché in fondo il calciomercato logora molto ma al tempo stesso intriga, diverte e fa discutere, come sempre, come ogni maledetta estate.

Entusiasmo a Firenze e nuove consapevolezze? 

I tifosi viola hanno vissuto il primo mercato dell’era Commisso con grande entusiasmo, non tanto per la nuova avventura ma, probabilmente, per aver chiuso quella vecchia esperienza ormai giunta ai titoli di coda. Il nuovo proprietario non si è alla fine risparmiato e, soprattutto nelle parole e nelle apparizioni, ha dimostrato una vicinanza e un calore umano che da tempo si era perso a Firenze: la piazza chiedeva partecipazione e, senza ombra di dubbio, oggi, la partecipazione è costante e il legame sembra forte e sincero. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come la nuova gestione ha operato, in misura dei bisogni del tecnico Montella e dove magari ha stentato (premettendo che il mestiere altrui va sempre rispettato e che giudicare il lavoro di professionisti del settore è sempre lecito ma con i tempi e le parole giuste).

Ecco il borsino del mercato estivo 2019/2020 della Fiorentina…

Entrate:

Badelj [c, Lazio – Temporaneo]

Boateng [a, Sassuolo – Definitivo]

Caceres [d, Juventus – Svincolato]

Dalbert [d, Inter – Temporaneo]

Duncan [a, Liverpool – Definitivo]

Ghezzal [c, Leicester – Temporaneo]

Lirola [d, Sassuolo – Temporaneo]

Pedro [a, Fluminense – Definitivo]

Pulgar [c, Bologna – Definitivo]

Ribery [a, Bayern Monaco – Svincolato]

Terracciano [p, Empoli – Definitivo]

Terzić  [d, Stella Rossa – Definitivo]

Zurkowski  [c, Gornik Zabrze – Definitivo]

Uscite:

Biraghi [d, Inter – Temporaneo]

Diks [d, Aarhus – Temporaneo]

Edimilson [c, West Ham – Fine prestito]

Gerson [c, Roma – Fine prestito]

Hancko [d, Sparta Praga – Temporaneo]

Hristov [d, Bisceglie – Temporaneo]

Lafont   [p, Nantes – Temporaneo]

Laurini  [d, Parma – Definitivo]

Mirallas  [a, Everton – Fine prestito]

Muriel  [a, Sevilla – Fine prestito]

Nørgaard  [c, Brentford – Definitivo]

Pjaca  [a, Juventus – Fine prestito]

Saponara [c, Genoa – Temporaneo]

Simeone [a, Cagliari – Temporaneo]

Veretout [c, Roma – Temporaneo]

Vitor Hugo [d, Palmeiras – Definitivo]

N.B. Non sono naturalmente citati nel borsino del mercato i vari rientri dal prestito (comunque importanti) come Castrovilli, Ranieri e Sottil su tutti e nemmeno i prestiti in uscita relativi ai calciatori della Primavera. Insomma il conteggio mette insieme quei calciatori che sono usciti dalla prima squadra per cambiare lido e fortune e quelli che sono rientrati, temporaneamente o definitivamente per poter mettere in difficoltà Montella per quanto riguarda la Squadra A. Nel totale le manovre sono state circa una trentina in entrata e circa quaranta per quanto riguarda le cessioni.

Tre baluardi tra i tanti volti nuovi… 

Con questi numeri diamo una prima analisi quantitativa alla nuova rosa gigliata: i movimenti sono stati tanti e il nuovo organigramma, oltre che negli aspetti dirigenziali, è cambiato anche per quanto riguarda il terreno di gioco. Infatti, a conferma di un cambio radicale della struttura della squadra, nell’ultima sfida contro il Genoa negli undici titolari Pezzella, Milenkovic e Chiesa erano gli unici tre confermati della passata stagione. Ma diamo anche uno sguardo alle cifre:

L’acquisto più oneroso per la viola in questa sessione di mercato è il giovane attaccante Pedro in arrivo dalla Fluminense per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Subito dopo (sempre parlando del singolo cartellino e tralasciando, per adesso, lo stipendio del calciatore) c’è la clausola di Erick Pulgar: 10 milioni di euro nelle casse del Bologna da pagare in tre anni, con ringraziamenti e baci del suo vecchio club, Universidad Catolica, che grazie all’operazione con il Bologna ha incassato circa 350 mila euro che in certe categorie sono oro colato. In ultimo, per ordine di tempo, e terzo per esborso economico, 9,7 milioni di euro di riscatto e 300 mila di prestito oneroso, dal Leicester, Rachid Ghezzal. Su queste cifre o forse anche di più l’esterno Lirola in arrivo dal Sassuolo in prestito con obbligo di riscatto, un ammontare di circa 12-13 milioni di euro.

La cessione, invece, più redditizia per la viola è stata l’accoppiata Veretout-Simeone circa 16 milioni per il riscatto di entrambi, per un totale di più di 30 milioni in due. Poi Lafont che comunque va riscattato, Hugo etc. Biraghi solo in prestito con Dalbert che entra nella stessa maniera.

Che calcio al passato e… che stipendi!

Insomma un borsino equilibrato tra entrate e cessioni se però elenchiamo solo i cartellini dei protagonisti in questione, perché la novità, rispetto al recente passato, è rappresentata dal costo annuale del singolo calciatore visti gli arrivi di Ribery (4 milioni netti a stagione) e Boateng (1,2 milioni netti a stagione) su tutti.

Esperienza al servizio della “cantera”. Bastera?  

Il quadro che ne viene fuori mette in chiaro una strategia completamente diversa dal passato e, come conferma anche il ritorno di Badelj e l’acquisto dell’esperto Caceres, l’esperienza è stata preferita alla freschezza (redditizia sul mercato futuro). Una spina dorsale di grande caratura associata a tanti giovanissimi della “cantera” viola (Castrovilli, Sottil, Ranieri e lo stesso Chiesa), insomma un cocktail che sicuramente può funzionare meglio rispetto alla passata stagione ma che nelle prime due giornate ha certificato un ritardo tattico e di condizione, prima pagato, sfortunatamente, contro il Napoli al Franchi e poi “denunciato”, palesemente, contro il Genoa nella prima trasferta d’annata.

La fine del mercato… la fine d’agosto: ora spazio al campo e ai sogni!!!

Ora il mercato è chiuso. Le manovre e gli aggiustamenti sono stati fatti. Qualche ottimo elemento è arrivato anche se qualche buon prospetto è andato via… la struttura almeno sulla carta sembra competitiva almeno per la lotta all’Europa League ma in questo momento ogni giudizio ed ogni previsione è prematura. Bisogna scendere in campo e dimostrare che ogni centesimo speso è un guadagno… che ogni parola di benvenuto è sincera. E’ presto per fare bilanci ma si sa il mercato non si ferma mai e alla fine sarà il rendimento dei singoli e l’attenzione dell’insieme a ristabilire gerarchie, prezzi e stipendi. In fondo nel grande calderone del calcio contano molto gli aspetti strategici ed economici ma a muovere un circuito ormai così lussuoso è sempre la passione.

Un buon autunno di sport… con il mercato ci rivedremo molto presto!

 

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