Home / Esclusive / I FRATELLI COSSATO A F1, Federico: “Oggi il calcio premia le creste ed il livello è imbarazzante, ma ricordo i miei gol con il Chievo.” Michele: “Avrei voluto dare di più alla Fiorentina. Io e mio fratello usciti puliti dal calcioscommesse…”

I FRATELLI COSSATO A F1, Federico: “Oggi il calcio premia le creste ed il livello è imbarazzante, ma ricordo i miei gol con il Chievo.” Michele: “Avrei voluto dare di più alla Fiorentina. Io e mio fratello usciti puliti dal calcioscommesse…”

Nella settimana di Chievo-Fiorentina siamo andati ad intervistare due fratelli che hanno giocato nella squadra veronese: Federico e Michele Cossato. Il secondo ha passato anche una stagione nella squadra viola oltre alle due di Verona. Il primo, dietro l’immortale Pellissier, è uno dei migliori marcatori del Chievo. Diversi anni di Serie A alle spalle per entrambi, hanno raccontato cosa può significare giocare per questi due club e tanto altro. In occasione di questa partita, FiorentinaUno vi regala un’intervista esclusiva ai fratelli Cossato: 

Come si vive il calcio a Verona?

F: “Son sincero , io non seguo più il calcio. Non mi trasmette più le emozioni che mi dava una volta. Sta diventando sempre meno intrigante, oggi vedo delle squadre imbarazzanti. Vince sempre la Juve ed il livello del gioco si è abbassato notevolmente. Si pensa troppo ad andare a prendere giocatori particolari dall’estero quando dovremmo pensare a mandare in campo i giovani italiani. Invece gioca chi ha la cresta più bella, tornassi indietro me ne farei una viola anche io… Spesso e volentieri oggi viene premiato il particolare. Nel golf, ad esempio, un successo straordinario come quello che ha fatto recentemente Molinari non ha avuto l’audience che avrebbe meritato, tutto questo perchè è una persona troppo bella e limpida. Per quanto riguarda la città, calcisticamente, da parte dell’Hellas è vissuta più intensamente, giocare nel Chievo invece ti dà meno pressioni, i tifosi non pretendono e c’è più serenità. Dell’esperienza con la maglia del Chievo mi porto dietro i momenti in cui entravo dalla panchina e segnavo, succedeva spesso e per me era soddisfacente.”

M: “Verona calcisticamente è rappresentata dall’Hellas, del Chievo non si può parlare di una vera e propria tifoseria. Io ho giocato nelle due squadre veronesi ed anche nella Fiorentina, le due tifoserie si assomigliano un po’ per calore e vicinanza dei tifosi, anche se con i gigliati, a livello di stampa e giornali c’è più pressione, lo senti che giochi per una squadra importante.”

Federico, oggi di cosa si occupa?

“Ho cambiato completamente settore, oltre alla passione per la bici sto lavorando ad un progetto importante sul golf italiano.”

Michele, lei in che rapporti è rimasto con il calcio? 

“Lo seguo ancora oggi, le belle partite mi piacciono e le guardo volentieri. Non solo calcio italiano ma anche estero, in Inghilterra il gioco ad esempio è più spettacolare. Tra Chievo e Fiorentina mi aspetto buone cose dai viola, i veronesi giocheranno sulle difensive per prendere il punticino, la Fiorentina è superiore. Inoltre con Muriel hanno fatto un grande acquisto, anche Chiesa è forte. Davanti è una squadra messa più che bene.”

Quali sono i ricordi che avete del capoluogo toscano nelle vostre esperienze in A?

F: “Ricordo la prima partita fatta in Serie A con il Chievo, giocammo proprio a Firenze e riuscimmo a vincere quella sfida. Ma di quella domenica ricordo il caldo soffocante (ride ndr). Però c’è una cosa che mi accomuna con la città, ovvero la conoscenza di Pioli. Stefano è un allenatore preparato ed importante, lo conosco personalmente. Anzi ne approfitto per salutarlo calorosamente.”

M: “La stagione che giocai a Firenze allenava Cavasin, Non ho potuto dare quello che sognavo perchè allenava solo i titolari, le riserve non venivano neanche allenate, un periodo di circa cinque mesi in cui chi non giocava era privato anche di questo. Ma resta l’esperienza bellissima di aver indossato la maglia viola, non è da tutti.”

I vostri nomi sono stati fatti circolare nel mondo del calcioscommesse. Cosa volete dire a distanza di qualche anno a chi di dovere?

F: “Dico solo una cosa a queste persone: alla fine ho sempre avuto ragione io, i fatti parlano chiaro.”

M: “Mi viene da ridere quando ci penso, io e mio fratello per anni abbiamo dovuto sentire cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra. Per farci ascoltare siamo dovuti andare noi a chiedere di poter parlare. Mi sono sentito dire dal procuratore che non erano a conoscenza dell’archiviazione del mio caso a Napoli; dalla procura di Cremona mi hanno chiesto la email con l’archiviazione, ci ho lavorato con il mio avvocato e gliela inviammo. Non ho mai saputo più niente. Lo stato italiano prende i soldi delle scommesse da chi ha giocato a calcio o chi ancora lo fa, difficilmente possiamo incontrare a giocare una schedina il nostro vicino di casa, specie se non conosce neanche le regole di questo sport. I pronostici generalmente vengono effettuati da chi ha avuto a che fare con il pallone.”

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

 

 

 

 

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