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I DUE LATI DELLA PANCHINA

Campionato già finito a metà a marzo, all’orizzonte l’unico bagliore di speranza è rappresentato da quella “doppia” finale che divide dalla Coppa Italia. Le impressioni, tuttavia, sono tutto tranne che positive. Il notevole calo a livello di prestazioni, sottolineato anche dallo stesso presidente Mario Cognigni nel post-partita di Cagliari raccontando di una “squadra spaesata, senza identità, incapace di proporsi con autorità”, ha trovato riscontro negli interrogativi che avvolgono il futuro di Stefano Pioli.
Il tecnico e la società sembrano molto lontani, e lo scambio di battute che è seguito tra i due lo testimonia. C’è bisogno di un chiarimento, ma su quanti punti di vista resta ancora difficile saperlo. “A fine stagione dovremo analizzare tutte le cose positive che hanno funzionato e quelle che hanno funzionato meno”, parole di Cognigni dirette al futuro non troppo lontano chiamato giugno. Solo dopo questa analisi si potranno tracciare le linee guida, quindi capire se l’avventura del tecnico gigliato possa terminare al suo secondo anno. La replica di Pioli è stata altrettanto eloquente, con un secco “Lui ha il diritto di esprimere la propria opinione, io quello di non commentare”.
Parole lontane insomma, che non prospettano un lieto fine. E’ vero che parlarne adesso non è la cosa migliore, “un argomento adesso poco significativo in confronto agli obiettivi che la squadra deve rincorrere” come ha ribadito il presidente, ma purtroppo è anche la realtà dei fatti. Questa Fiorentina è molto diversa da quella della prima parte del campionato, meno spregiudicata e vogliosa di vincere. E’ come se qualcuno avesse staccato la spina.
Tutti siamo consapevoli che questa squadra abbia bisogno di crescere un pò alla volta in ogni suo angolo, non solo tecnico ma anche societario, ma per farlo bisogna anche essere consapevoli di dover affidare questo arduo incarico ad una persona. Un allenatore permeato dalla fiducia di tutto l’ambiente, da Firenze alla Fiorentina.
Aldilà dei risultati, Stefano non sembrava poi così lontano da questi requisiti, così viene da chiedersi se siano molteplici divergenze o, come già successo con Sousa e Montella, un solo punto di vista…

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