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FRANCK vs CRISTIANO: UN 7 PER DUE

Fiorentina-Juventus ha dato oggi vita ad una sfida nella sfida, contese che risalgono a molto lontano, proprio come il duello fra Franck Ribery e Cristiano Ronaldo, per stare al passo coi tempi: FR7 vs CR7.
Il primo incrocio fra le due stelle risale al Mondiale 2006, quando la Francia di Ribery strappò al Portogallo la finale, che fu vinta poi dall’Italia. Passarono altri 6 anni, era l’aprile del 2012, quando Ribery con il suo Bayern eliminò il Real e conquistò la finale di Champions: rete di FR7 all’andata, rigore sbagliato da CR7 al ritorno. Quella sconfitta è rimasta impressa nella mente e nel cuore del portoghese, una ferita aperta che lo ha portato, grazie alla tenacia e alla voglia di rivalsa, ad eliminare Ribery ed il Bayern segnando complessivamente 8 gol. Da qui deriva indirettamente la sconfitta più scottante del francese, una partita chiamata Pallone d’Oro 2013: reduce da un triplete con il Bayern, Ribery si vide inspiegabilmente soffiare lo scettro da Ronaldo. “È stato un episodio difficile, incomprensibile. Vinsi tutti i trofei, non avrei potuto fare di più. Per me fu come un furto, un’ingiustizia”, queste le parole pronunciate da Franck all’epoca.
Così, da una ferita aperta all’altra, eccoli di nuovo fronteggiarsi sul manto del Franchi. Atmosfera da cardiopalma, 40mila tifosi sugli spalti e tv da tutto il globo. D’altronde, con due campioni di questo calibro in campo, non poteva essere altrimenti.
Ribery alla prima da titolare in maglia viola, che speriamo sia la prima di una lunga serie. Il francese è stato l’unico capace di “spaccare” la partita, la forma fisica ottimale è lontana ma quando è uscito la pericolosità offensiva della Fiorentina si è azzerata. Firenze era tanto che non vedeva in campo un giocatore di questo calibro, tanto quanto la Juve un Ronaldo così spento. Entrambi partono in sordina, ma il Portoghese non decolla mai (complice anche un’ottima partita di Milenkovic), mentre Franck inizia a brillare con giocate che illuminano pubblico e campo. Gli unici e veri sussulti del match sono arrivati dai suoi piedi, e visto lo 0-0 finale, non è cosa da poco. Compito più facile del previsto con un CR7 capace solo di centrare la barriera su una punizione dal limite. Ma la vittoria oggi la detta il carisma, quella dote innata che va oltre la tecnica. Vince Ribery, e lo fa al 58esimo, quando prima regala palla al suo avversario, dopodiché decide di rincorrerlo come un mastino fino a stoppare Ronaldo e la potenzialità del suo contropiede. Un emblema del calibro di questo giocatore e allenatore in campo, perché FR7 , oltre ad assist impensabili come quello servito a Dalber con su scritto “push-me”, è capace anche di questo.
Tecnica, tenacia ed esperienza. Se stasera c’è un “sette”, che vada oltre la maglia, non può che essere di Franck.

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