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Veretout dlifr

FINE DELLE TRASMISSIONI

Nessuno di certo si aspettava uno stadio pieno, una prestazione maiuscola, un entusiasmo alle stelle, ma neanche, forse, un triste epilogo come questo. È il segnale della fine definitiva di una stagione, di un gruppo che fino a tre giorni fa poteva credere in una grande impresa e che ora si trova in mano solo polvere. Al Franchi si respira aria di amarezza, delusione, la rabbia di una piazza non abituata ad assistere a certe scene, come la Fiorentina schiacciata nella propria area da un Sassuolo che propone un gioco a tratti da squadra di alta classifica (con tutto il rispetto). Il disastro viola si concretizza col gol di Berardi, che beffa la difesa gigliata con un colpo da attaccante di classe. A peggiorare la situazione ci pensa Veretout, sbagliando un rigore procurato da Chiesa. Poi ad insaccare il pallone in rete si presenta anche Demiral, al quale però viene negata la gioia dal Var. E’ questa la goccia che fa traboccare il vaso. I settori cominciano a perdere pezzi, la Fiesole fomenta ancora di più i cori di contestazione contro i fratelli Della Valle e la società, poi continuati sotto la tribuna nel post gara. L’impressione è quella di una tifoseria che non cerca i colpevoli, anzi, sembra che ormai questi siano stati trovati da tempo. Primo fra tutti, il direttore generale Pantaleo Corvino, per la prima volta dopo due anni bersagliato dai supporters viola. La sconfitta di Bergamo non è stata d’aiuto in questo contesto. Probabilmente perché già dal postpartita in Coppa Italia le speranze di vedere una Fiorentina “rigenerata” da un cambio in panchina erano già svanite. Dunque viene spontaneo chiedersi, anche se col senno di poi, quanto ha inciso l’addio di Pioli? E l’arrivo di Montella? Non che si possano in alcun modo addossare colpe al tecnico campano, ritrovatosi in mano un gruppo in ginocchio, ma che idea può dare una mossa del genere in questo momento, con la Fiorentina che si trova in un oscuro limbo? Forse è proprio un problema di idee, spunti per far bene che non esistono più, la vena che si è consumata del tutto, o magari no. Resta il fatto che Firenze, memore di fasti nettamente più gloriosi, non è più in grado di gestire questa situazione. A questo punto conta solo sperare nel mercato estivo, un momento in cui la Fiorentina potrebbe ricominciare il suo ciclo ambizioso, simile a quello partito nel 2012, una squadra che gode e fa godere. Per adesso, signore e signori, fine delle trasmissioni. 

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