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EUROPA AMARA

Troppo Arsenal per questa Fiorentina. O forse troppo poca Fiorentina per questo Arsenal. Che le inglesi fossero un avversario ostico si sapeva già al momento del sorteggio, ma la sensazione è che le viola siano scese in campo senza la consueta anima e combattività. Senza neanche provarci. Troppo impaurite forse dal blasone dell’avversario e dal peso delle notti europee. Il consueto cuore viola questa sera è stato offuscato dalla nebbia d’Oltremanica.

La fotografia della serata è l’erroraccio della Breitner, solo una di una lunga serie di imperfezioni difensive, che nel tentativo di servire un retropassaggio a Durante al 51′ regala alla Miedema la rete del tre a zero che di fatto chiude la partita delle viola. Se mai di partita si fosse trattata.

Sin dalle prime battute infatti la gara delle gigliate è apparsa in salita. Pallino di gioco costantemente in mano alle inglesi, che fanno valere lo strapotere fisico e tecnico, con le ragazze di Cincotta che timidamente provano a farsi avanti in contropiede.Un tiro a giro della Bonetti a metà primo tempo è l’unico vero squillo della gara reparto offensivo italiano. Troppo poco per impensierire la corazzata Gunners.

La prima rete della Miedema al 18′ – arrivata un po’ per caso,  con la numero undici inglese che mette a sedere due avversarie e quando ormai la palla sembrava persa, e lei caduta a terra, in scivolata invece riesce a portare avanti l’Arsenal – è stata solo la miccia che ha fatto scattare le fragilità viola. Il raddoppio (uno splendido uno-due finalizzato dalla Little) e le successiva  rete della Evans (una volée al 55′ che gela il Franchi) sono solo una formalità.

Un disastro annunciato che sfocia in un pesantissimo 0 a 4 finale. Qualificazione lontanissima, a meno di veri e propri miracoli in terra inglese.

E a poco serve parlare dell’assenza dalla formazione titolare del capitano Alia Guagni. Una mancanza pesantissima che certamente si fa sentire, vista la qualità e il carisma, oltre che l’esperienza del numero tre viola. A poco serve parlare dell’ingresso di Ilaria Mauro solo quando ormai i giochi erano fatti.

A mancare più di oggi alla Fiorentina Women’s è stato il carattere, l’attenzione. Il far fronte da squadra alla oggettiva forza dei singoli inglesi. La sensazione è che le Gunners non abbiano poi dovuto strafare, e che il risultato in buona parte sia frutto anche delle mancanze viola e di un divario psicologico che si è rivelato maggiore di tutto quanto il resto. Di buono resta il Franchi, che sino all’ultimo ha sostenuto le sue ragazze.

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