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ESCLUSIVA F1, Nørgaard: “Fiorentina? Fantastici contro il Milan. Ecco cosa non è andato l’anno scorso. Quando giocavo Pioli…”

Dopo un solo anno si è chiusa l’esperienza alla Fiorentina di Christian Nørgaardcentrocampista danese passato in estate al Brentford. Lo abbiamo sentito per voi telefonicamente per farci raccontare il suo anno a Firenze e la nuova esperienza nella Championship inglese.

Parlando con il centrocampista, arrivato a Firenze nell’estate del 2018 dal Brøndby, colpisce la razionalità con cui analizza la sua esperienza in viola: “E’ stato un grande salto passare dalla Danimarca alla Fiorentina. Non lo rimpiango. E’ stata una grande occasione”. Una avventura terminata dopo appena 6 gare: “Penso che se avessi giocato 23-24 partite la mia storia sarebbe stata diversa“. 

Le sue parole però non sembrano rancorose o polemiche, ma più a metà tra il dispiaciuto e una lucida analisi del fatti. “L’inizio è stato difficile.Ho giocato ogni partita nel pre-campionato, poi sono stato messo in panchina senza sapere perché. Ho giocato, penso abbastanza bene, il primo match, e poi non ho più giocato per altre 10-12 partite senza un vero motivo. Era semplicemente una scelta di Pioli. Poi sono sceso in campo contro l’Empoli (3 a 1 per la Fiorentina) ed è successa la stessa cosa. Poi ancora contro il Genoa, una buona gara, e di nuovo in panchina per 3 gare. Poi abbiamo avuto un match difficile contro il Chievo dove ho giocato il primo tempo e sono stato sostituto. E’ stato difficile capire perché non giocassi di più, ma così è il calcio. Devi rispettare la decisione dell’allenatore, e la sua decisione era quella di giocare con Edimilson”. 

Parte del motivo della mancata esplosione in viola viene da sè: “Penso che la mancanza di fiducia in me mi abbia reso di conseguenza insicuro e fatto giocare senza convinzione. Pioli sembrava preoccupato quando mi metteva in campo e come giocatore non è quello che si ha bisogno di sentire”.

 Non è però l’unico motivo. Christian conferma infatti che anche la difficile situazione ambientale della scorsa stagione ha complicato il suo inserimento: C’è stato molto caos lo scorso anno alla Fiorentina, con la dipartita di Pioli, gli scontro con i Della Valle e tutti quello che è seguito. E’ stato disturbante a volte”.

In mezzo però anche un po’ di sana autocritica: “Odio analizzare i motivi per cui non ho giocato. Ho accettato il fatto che non ho offerto prestazioni al livello in cui avrei dovuto e basta. In un club come la Fiorentina non si possono dare troppe occasioni.”

Nessun rancore con i viola, tanto che racconta di tenersi al passo con le vicende della sue ex squadra: “Ora sembrano in forma. Li ho visti contro il Milan e hanno giocato benissimo. E’ stato fantastico. Anche alcuni del nuovi giocatori stanno facendo bene, come Castrovilli, o Pulgar che hanno preso dal Bologna. Hanno fatto bene anche contro la Sampdoria, e io penso anche contro Juventus e Napoli. Hanno avuto tantissimi incontri difficili. Quando hai 7 punti dopo queste gare prendi e porti a casa. Mi sembra davvero una buona squadra”. 

E su Commisso: “Non l’ho mai incontrato, ma penso che sia quello di cui i tifosi avevano bisogno. Avevano bisogno anche di giocatori di alto profilo, e ora c’è anche Boateng, che è un grande giocatore.”

Ora nella testa il Brentford“Per ora sta andando bene. Ho giocato più minuti ora di tutta la scosa stagione. E’ bello essere una parte importante della squadra. Vogliamo andare in Premier League e mi piacerebbe essere parte di questo viaggio. Conoscevo alcuni giocatori e dirigenti, e sapevo che qui avrei trovato spazio”. 

Per ora l’inizio degli inglesi è stato un po’ ironicamente in linea con quello della Fiorentina: “Abbiamo avuto un inizio tra alti e bassi, ma abbiamo fatto una bella vittoria nell’ultima gara e ora siamo a metà classifica, dove ancora tutto è possibile.  Speriamo che l’ultima vittoria possa portare a una striscia positiva, che in questo campionato significherebbe tanto. Siamo una nuova squadra, vogliamo arrivare più in alto possibile.”

Nella sua nuova avventura si porta dietro l’esperienza di questi anni: “Ho lasciato da giovane la Danimarca e giocato in Germania (Amburgo ndr.), poi sono tornato a casa e sono diventato un buon giocatore del campionato danese. Bravo abbastanza da convincere la Fiorentina a comprarmi. Ora sono tornato, magari ad un livello più basso, ma comunque un altro livello. Posso usare questa esperienza per diventare un giocatore migliore”. Senza mai perdere di vista la cosa più importante: “Ho vissuto a Firenze, che è una delle città più belle d’Italia, e giocato con grandi giocatori. Ora vivo a Londra, un’altra bella città. Devi goderti la vita ed essere grato di quello che hai.”

Si ringraziano Christian Nørgaard e il Brentford per la disponibilità dimostrata

 

 

 

 

 

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