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ESCLUSIVA F1, Luciana Pedio (Responsabile Calcio Femminile Toscana): “La Toscana è un’ottima fucina. Bisogna dar merito ai Della Valle. Commisso? Spero continui a investirci”

I successi dell’Italia nel Mondiale stanno attirando sul calcio femminile sempre più attenzione da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Un’ottima occasione per confrontarsi con chi da sempre investe il proprio tempo e le proprie energie per far crescere il movimento. È il caso di Luciana Pedio, responsabile regionale calcio femminile in Toscana che ha parlato così a FiorentinaUno.

Grande successo al Mondiale e tutti che ne parlano. Sembra quasi che prima il calcio femminile non esistesse… “Questo – per certi versi – fa parte del gioco. Chiaramente le ragazze stanno facendo bene. Abbiamo avuto l’opportunità di avere sulla panchina una persona come Milena Bertolini, un’allenatrice preparata, attenta, calma. È una ex giocatrice quindi sa come gestire le sue calciatrici. Poi i risultati ci stanno dando molte soddisfazioni perché vanno al di là delle nostre aspettative più rosee. Il primo traguardo sarebbe stata la qualificazione e la abbiamo conquistata, con la Cina poi il risultato è stato splendido ed è giusto esserne entusiasti. I risultati arrivano perché le ragazze sono davvero molto motivate: in campo danno l’anima”.

Accanto ai successi sul campo c’è un incredibile riscontro nel pubblico come dimostrano gli indici di ascolto. “Il crescere dell’interesse verso il nostro movimento era prevedibile. Si trattava solo di aspettare. E così è stato per noi. In tutto il mondo e in tutta Europa esiste il calcio femminile: non vedo perché l’Italia dovesse rimanere indietro. Era solo una questione di tempo. Noi italiani avevamo solo bisogno di vedere alcuni risultati sul campo per innamorarcene. Certo il calcio femminile è più lento, ci sono differenze rispetto a quello maschile ma dipende anche dalle squadre che si affrontano in campo. Quando vedrete giocare USA, dove tutto è iniziato prima di noi, ci sarà una differenza soprattutto a livello tecnico. Ora, già a partire dalla sfida con l’Olanda di domani, si inizierà anche a vedere un livello tecnico maggiore e ci sarà spazio per un gioco meno essenziale”.

Tantissime ragazze si sono formate e affermate in Toscana. Siete orgogliose di loro? “Assolutamente sì. Alia Guagni e Linari, per fare solo due esempi, sono venute fuori dal Comitato Toscano. Erano nostre ragazze, hanno fatto tutta la gavetta, al tempo giocavano nelle squadre regionali. Le abbiamo avute poi nelle rappresentative giovanili. La Toscana è stata ed è un’ottima fucina per i talenti. Adesso si stanno formando nuove ragazze che sono in giro con le Nazionali dell’U21 e U19. Per tutte Marta Morreale (2001 ndr) o Valery Vgilucci (1997 ndr): sono ragazze di cui si parlerà nel prosieguo. Stiamo lavorando bene e siamo soddisfatti dei risultati ottenuti fino ad oggi”.

Una società che indubbiamente ha dato un contributo importante è la Fiorentina. I Della Valle hanno avuto intuito? “Certo. La Fiorentina è stata una delle prime società in Italia a formare una squadra femminile: persino Juventus è venuta dopo. La Fiorentina è stata brava nel prendere tante ragazze che giocavano nelle squadre del territorio. Molte delle ragazze approdate in Viola venivano dall’ACF Firenze messo a disposizione un bacino di talenti importante per costruire la rosa. Commisso? A me piace molto, da come si muove, da come parla. È un entusiasta e quindi mi piace. Voglio capire se vuole fare qualcosa di più perché tanto è già stato fatto e va riconosciuto alla precedente proprietà. Bisogna render merito ai Della Valle per averci investito. Spero che Commisso voglia dare ancora impulso al calcio femminile specialmente quello della Fiorentina”.

Cosa si potrebbe fare per continuare a far crescere il movimento? “Intanto iniziamo a parlare semplicemente di calcio. Non mi piace parlare di calcio femminile sennò diventa un qualcosa di settoriale. Già come pensiero non mi convince. Il calcio femminile è un valore aggiunto per il nostro patrimonio nazionale, la UEFA lo chiede. Noi dal canto nostro dobbiamo cercare di lavorare al meglio e dimostrare che sappiamo fare come negli altri Paesi perché le nostre ragazze ci possano dare lo stesso prestigio dei ragazzi”.

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