Home / Esclusive / ESCLUSIVA F1, La Trattoria Mario eletta miglior ristorante storico di Firenze da Borghese. Il cuoco Romeo: “Sono cresciuto con la Fiesole nello stomaco. Propongo una braciata alla Fiorentina”

ESCLUSIVA F1, La Trattoria Mario eletta miglior ristorante storico di Firenze da Borghese. Il cuoco Romeo: “Sono cresciuto con la Fiesole nello stomaco. Propongo una braciata alla Fiorentina”

Nel cuore di Firenze, oltre a trovar spazio per la Viola, c’è un luogo che unisce in modo sopraffino la ruspante cucina fiorentina alla squadra rappresentativa della città gigliata. Nei giorni scorsi, dietro il Mercato Centrale, la rinomata Trattoria Mario ha partecipato alla puntata dedicata al miglior ristorante storico di Firenze di “4 Ristoranti”, il programma Sky di Alessandro Borghese. Il ristorante è stato premiato dai voti dello chef e dei tre sfidanti come miglior ristorante storico di Firenze. La Trattoria Mario va avanti in città dal 1953 ed oggi viene gestita da Romeo e la sua famiglia, dopo aver visto gli albori con il papà di Romeo Colzi, appunto il signor Mario. Impossibile non gustare la bistecca fiorentina proposta dalla trattoria (“Cotta solo al sangue”), premiata anche da Borghese come la migliore tra quelle in gara. Oltre alla passione per la cucina, Romeo ha nel cuore la sua Fiorentina. Con lui abbiamo voluto fare una chiacchierata esclusiva su questa settimana indimenticabile e sulla sua squadra del cuore:

Romeo, come ci si sente ad essere il miglior ristorante storico di Firenze?

“In questi giorni stiamo galleggiando sull’onda del successo, siamo gratificati in maniera incredibile parlando di numeri. Vengono a chiedermi di fare una foto, tanti curiosi si affacciano e vengono a mangiare da noi. E’ bellissimo essere stati insigniti di quest’onore, Borghese ha capito che tra gli sfidanti ero l’unico a vivere la cucina in modo indiretto, io taglio la carne, la cuocio e poi la faccio servire. Alessandro ha apprezzato il nostro modo di lavorare, nonostante lui sia abituato a ben altre realtà. Non mi ritengo chef, più volentieri “sono uno che fa da mangiare”. Credevo che tutto fosse più artefatto, invece chi ha fatto male ha sbagliato con le sue mani, chi ha fatto bene ha fatto bene con le sue mani”.

Oltre ad amare la cucina, lei nutre un sentimento speciale anche per la Fiorentina…

“Io sono nato in centro, ho vissuto il Mercato Centrale con tutto quello che ne consegue, da ragazzino la Curva Fiesole è una delle prime cose che ti entra nello stomaco. Io tifo Viola perché sono di Firenze, non mi permetto di criticare nessuno. Si viveva un’ambiente scherzoso già ai tempi di un mio zio, eravamo veraci ed il primo insegnamento era quello di essere rivali della Juventus”.

Inviterebbe Ribery e Commisso a mangiare una bistecca da lei?

“Certamente, tra l’altro qui troverebbero pane per i loro denti. Firenze si sta aprendo agli occhi di Ribery come un frutto di mare, Commisso è un verace che canta e suona la fisarmonica, qui si troverebbero a meraviglia”.

C’è qualche ex giocatore Viola che è venuto in trattoria?

“Conosciamo bene Dainelli, Gilardino, De Silvestri. Anche Cerci è venuto qui qualche volta, inoltre siamo continuamente in contatto con Viviano che è un nostro cliente. Fino a poco tempo fa un altro nostro cliente era Kurt Hamrin con la sua signora, ricordo anche Favalli ai tempi della Lazio che venne a mangiare qui. Oggi spesso ci capita di trovare allo stesso tavolo l’esaminando e l’esaminato, l’avvento del turismo “studentesco” ha avuto influenza anche sul nostro locale”.

Come obiettivi a cosa può ambire questa Fiorentina?

“Dobbiamo diventare bravi a vivere una cosa per volta, se si vincono due partite si parla di Europa, quando se ne perde una diventa una tragedia. Ci vorrebbe un po’ di equilibrio. Ma Firenze è fatta così, vanto e gloria”.

Domanda difficile: è meglio la Fiorentina di Commisso o quella che cucina lei?

“Diciamo che se si potesse fare una sbraciata di fiorentine mie con quella di Commisso si raggiungerebbe il massimo”

 

 

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

 

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