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ESCLUSIVA F1, Dario Dainelli: “Commisso farà felice Firenze. Che beffa quell’eliminazione con il Bayern”

A poche settimane dal ritiro Dario Dainelli, storico ex capitano della Fiorentina torna a parlare e lo fa in un’intervista esclusiva per FiorentinaUno, affrontando un po’ tutti gli argomenti, dal suo passato in viola al futuro da scrivere, passando per la difficile stagione portata a termine dalla società gigliata:

 

Dario, si è ritirato da poco e si appresta a vivere la prima stagione senza pallone dopo tanti anni…

“Si ed è stata una decisione che meditavo almeno da un anno, non è stata così improvvisata altrimenti avrei sofferto di più. Magari arriverò a provare nostalgia tra un po’ di tempo, ma diciamo che per ora va bene così”.

Firenze la ricorda in una squadra che lottava per obiettivi ben diversi dall’ultima rosa. Che Fiorentina era la sua?

“Non avevamo segreti, eravamo un gruppo dove stavamo bene insieme, ci aiutavamo tra di noi e con la forza di squadra annullavamo le disparità con diversi avversari. Avevamo anche delle qualità non da poco e le sfruttavamo. Sono stati anni belli”.

Secondo lei come è arrivata la Viola di quest’anno a ritrovarsi a lottare per la salvezza?

“Non è successo niente di particolare, anche perché oggettivamente la squadra fino a gennaio girava, ripenso alla bella partita tra Fiorentina e Sampdoria che si giocavano posizioni per l’Europa. Poi qualche risultato negativo ha scatenato un vortice pericoloso, ha inciso anche la testa. Non dimentichiamoci che questi ragazzi arrivavano da una tragedia come la perdita di Astori e mentalmente potevano essere più fragili degli altri, anche vista la giovane età. Nel finale l’Empoli ha complicato le cose per tanti e c’è stato il rischio di scendere, che secondo il mio punto di vista è stato quasi nullo”.

Lei giocava sotto la gestione Dalla Valle che sembra essere giunta al termine visto l’imminente passaggio a Commisso. Che idea si è fatto di questa trattativa?

“Mi dispiace molto perché io ed i miei compagni dell’epoca abbiamo giocato sotto la loro gestione, vivendo momenti felici, potrebbe andare a chiudersi un’era. Porto dentro ricordi e belle sensazioni di quei periodi. Sono state fatte delle valutazioni, se una persona come Commisso arriva a Firenze con la voglia di far bene come gli anni positivi dei Della Valle è tutto di buon auspicio”.

Le piacerebbe vedere i suoi figli riportare il nome del papà nel calcio un domani?

“Chissà, cerco di non trasmettergli il chiodo fisso perché mi piacerebbe che se avvenisse fosse una cosa naturale, un po’ come è avvenuta a me. Io giocavo per divertirmi e poi ho avuto la fortuna di diventare professionista, vorrei che i miei figli però non vengano condizionati anche se sicuramente avranno un occhio di riguardo per questo sport. Per il calcio serve passione, io mi auguro che qualunque cosa scelgano di fare la facciano con entusiasmo”.

Uno dei punti più alti della sua carriera in viola è stato il doppio impegno di Champions con il Bayern, in particolare con la discussissima gara di ritorno. Le capita di ripensarci?

“Certo, penso che in quella Champions ci siamo tolti delle enormi soddisfazioni, abbiamo passato il girone con 15 punti, se non sbaglio siamo l’unica italiana ad aver fatto tagliato questo traguardo. Agli ottavi pescammo il Bayern in un sorteggio sfortunatissimo dopo aver raggiunto il primo posto nel gruppo. Sappiamo tutti com’è andata, in più loro arrivarono in finale. La beffa è stata doppia…”

Quali sono i dettagli che porta dentro della sua vita fiorentina?

“La città me la sto vivendo ancora con la mia famiglia, quella non mi scappa. Il gruppo però ripeto, fu veramente unico. Io ed i miei compagni non abbiamo più trovato quella sintonia e voglia di stare insieme che avevamo, abbiamo un gruppo e ci sentiamo ancora oggi. In ritiro soprattutto ci divertivamo tanto, trovavamo il modo di riunirci sempre e stare a chiacchierare”.

Nel suo futuro invece vede ancora il pallone in qualche altra veste?

“Vedo difficile staccare con il calcio in modo definitivo dopo così tanti anni, sarebbe veramente dura. Ora entro nella fase in cui rifletto e valuto bene ciò che voglio andare a fare. Farò sicuramente dei corsi in modo da arrivare pronto a tutto, anche perché una cosa è fare il calciatore ed un altra magari l’allenatore oppure il dirigente. Con il tempo capirò le cose che più mi attraggono e mi ci dedicherò a pieno”.

Si sta parlando molto del futuro di Chiesa, con il comunicato della società che ha smentito un’eventuale partenza. Sarà davvero così?

“Qui andranno considerati tanti aspetti, può succedere di tutto. Attualmente è un giocatore della Fiorentina ed è normale che la società abbia fatto uscire un comunicato come questo. E’ anche vero che viviamo in un mondo che si evolve ogni giorno e sicuramente verranno valutate eventuali offerte che arriveranno. Potrebbe arrivare la proposta economica che accontenti sia il ragazzo che il club, un po’ come successo con Pogba alla Juve, infatti questo è un tipo di situazione che accade ovunque ci sia un calciatore forte, non solo alla Fiorentina. Alla fine la cosa più importante di tutte è che vada bene la squadra”.

 

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

 

 

 

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