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ENTRA LA SESTA…MA NON DEL TUTTO

Stessa formazione per la sesta volta consecutiva, come consecutivo è il sesto risultato utile. Entra dunque la sesta, ma non del tutto. La convinzione di Montella di poter contare al 100% sui “soliti noti” ha questa volta strizzato solo in parte l’occhio all'”aeroplanino”. La Fiorentina scesa in campo ieri sera a Brescia è stata sì una squadra quadrata e compatta, ma meno dinamica ed imprevedibile del solito. La velocità e la reazione di gioco sono venute meno, e non serve essere degli scienziati per poter ricollegare tale fattore ad un alleggerimento mentale e psico-fisico che può risultare normale dopo questo mini tour invariabile, soprattutto per coloro che hanno avuto i rispettivi impegni con le nazionali. Dal punto di vista della qualità niente da eccepire, l’avversario, nonostante di tutto rispetto, resta decisamente inferiore ai viola. Proprio per questo il mancato poker (che avrebbe significato quinto posto in classifica insieme al Cagliari) risulta un boccone ancor più amaro da ingoiare. Nessun dramma dato che da Brescia, oltre ad un buon punto, la Fiorentina porta via anche una retroguardia imbattuta ed ormai collaudata con il trio Caceres-Pezzella-Milenkovic. Stavolta a mancare più che mai è stata la lucidità nell’ultimo passaggio e la giusta fame sotto porta, causa probabilmente di un Pulgar decisamente sottotono, un Chiesa non al top ed un Ribery meno spumeggiante di quello goduto finora. Adesso testa alta più che mai, perché  la rosa c’è e le alternative pure (vedi ieri l’ingresso ottimo a partita in corso di Sottil), quello che serve è solo un collaudo alternativo.

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