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ENCHANTÉ

Un benvenuto lungo due giorni: inizia così l’avventura alla Fiorentina di Frank Ribery. Due giorni per presentarsi, se mai ce ne fosse bisogno, conoscersi e capirsi. Cronaca di un arrivo Hollywoodiano come a Firenze non si vedeva da anni.

L’ex Bayern Monaco si è presentato tra il tripudio generale dei tifosi viola, come dimostra l’affluenza di pubblico all’arrivo in città di ieri e poi ancora questa sera durante la presentazione ufficiale al Franchi, oltre al già record di magliette vendute con il suo numero 7. Un calore che non ha lasciato insensibile il francese, che ha detto “Ho ricevuto un’accoglienza incredibile, tutto questo spinge ancora di più a lottare per questa maglia” . Lui, che più che una star è l’anti-divo pronto a rubare la scena al protagonista alla prima inquadratura.

Un felice destino che gli è capitato spesso in carriera. Tra Boulogne, club dei suoi esordi, e Bayern Monaco, dove è diventato uno dei top mondiali nel suo ruolo, passando per Brest, Metz, Galatasaray e Olympique Marsiglia, Ribery ha messo a segno 156 reti, vincendo una Champions League, una coppa del mondo per club, una Supercoppa europea, 9 campionati di Germania, 6 coppe di Germania, 5 Supercoppe di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca, 1 Coppa di Turchia. A cui vanno aggiunto 16 gol in 81 presenze con la maglia della nazionale francese, di cui è stato la punta di diamante per un decennio. Non certo il curriculum di un comprimario, ma di una stella vera e propria che non vuole saperne di tramontare. “Voglio ancora essere decisivo. Mi piacerebbe arrivare tra le prime 5, magari perché no tra le prime 3”. Ambizione e volontà. Con buona pace di chi lo voleva a Firenze per una pensione dorata.

Ribery brilla, e lo fa a modo suo. Lo fa con la disponibilità dei campioni – quella che dimostra non negandosi all’affetto del suo nuovo pubblico, andando a cercare lui stesso abbracci e sostegno-  la  consapevolezza dei grandi –  quella che ha dimostrato oggi, in conferenza stampa, ammettendo di non essere ancora al meglio per la partita di Napoli ma di essere a disposizione se ce ne fosse bisogno – la determinazione dei leader – quella che emerge quando chiarisce che la sua Serie A è la Fiorentina e che di Cristiano Ronaldo, tutto sommato, non interessa poi tanto – e l’umiltà dei fuoriclasse – quella di un internazionalmente riconosciuto top player che chiede al suo giovane collega, che ha ancora tutto da dimostrare nel mondo del calcio, se può lasciargli la sua amata maglia numero 7.

Dal primo allenamento di questa mattina, sino alla conferenza stampa, per finire con il Franchi gremito da tifosi (più di 10000), giovanili viola, dirigenza al completo, Firenze ha accompagnato passo dopo passo le prime ore da giocatore gigliato di Ribery, primo vero campione dell’era Commisso. Passo dopo passo, palleggio dopo palleggio, parola dopo parola, lo show dedicato all’arrivo del francese ha portato con sè emozioni, vecchie sensazioni ormai assopite, e un unico sogno: tornare ad essere grandi. Tutti incantanti ad ammirare il nuovo campione e a seguire la via indirizzata da uno che negli ultimi anni grande lo è stato e vuole continuare ad esserlo.

Un mondo viola incantato, che in francese si dice “Enchanté”.  Che viene usato anche per dire “Piacere di conoscerti”. A Firenze mai come oggi i due significati sono andati di pari passo.  Enchantè, Frank

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