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Veretout dlifr

CONGEDATI CON DISONORE

Al Franchi si conclude l’orribile campionato della Fiorentina, forse il peggiore della storia viola da quando la proprietà si trova nelle mani della famiglia Della Valle, tra l’altro non presente allo stadio. Urla, fischi, cori e striscioni. Tanti diversi modi per esprimere dissenso, già utilizzati nelle ultime gare. Niente di nuovo, apparentemente, fino a quando da Milano arriva la conferma del vantaggio interista sull’Empoli. Da lì in poi la gara dei viola si addormenta, la palla non supera la metà campo, il Genoa lancia palloni verso il vuoto, con l’evidente intenzione di non voler rischiare più nulla. I viola partono abbastanza bene, subito un’occasione con Muriel nei primi secondi di gioco, per il resto la porta di Radu rimane inviolata. Quasi nessuna preoccupazione per gli estremi difensori delle due squadre, che assistono ad un gioco a tratti inesistente. Ed ecco che il Franchi inizia a mormorare. La gente è stufa dello spettacolo in campo e dalla Fiesole si alzano fortissimi cori di dissenso che investono tutto lo spazio dello stadio. Altro che pausa delle proteste, la voce della probabile cessione societaria a Rocco Commisso sembrerebbe aver ulteriormente fomentato l’astio nei confronti della proprietà, invece di affievolirlo. Del resto, i valori dello sport comportano il massimo impegno, specie quando si gioca a livello professionistico, con stipendi aurei e con mezzi della migliore qualità possibile. Oggi non è stato così, non serve nascondere che entrambe le squadre abbiano volontariamente smesso di giocare dopo la notizia del raddoppio dell’Inter. E’ pertanto inaccettabile un comportamento simile, antisportivo e poco professionale, da parte di un gruppo di ragazzi giovani e con la possibilità di poter giocare in un’importante piazza di Serie A. Passi la salvezza matematica raggiunta, ma Firenze non accetta certi “giochetti”, odia il disonore e il boato del Franchi sembra averlo fatto presente sin da subito. Orsato fischia la fine ed una bordata assordante di fischi colpisce i giocatori in campo, anche se stavolta i bersagli non sono gli avversari del grifone, ma i giocatori della Fiorentina. Ne segue una scena triste, nella quale i giocatori, avviatisi verso il tunnel, subiscono offese di ogni tipo. In un clima così acceso viene meno anche il legame sentimentale nel ricordo di Astori. La città non può più sopportare che la memoria del proprio capitano debba passare da una situazione infernale come questa, e perciò, per la prima volta, capitan Pezzella e squadra subiscono i più pesanti spergiuri, nonostante la fascia di Davide alzata al cielo. Una menzione speciale va a Jordan Veretout, a lungo fischiato dopo la sostituzione per ovvi motivi inerenti al mercato. Completamente diversa la riconoscenza della tifoseria verso Cesare Prandelli, omaggiato a fine gara. Si chiudono nel peggiore dei modi i battenti di un campionato fallimentare in tutto e per tutto. Nessuna scelta azzeccata, un’armonia stroncata dalla mancanza di risorse, dalla quasi totale assenza di comunicazione tra società e pubblica piazza. Occorrerà attendere le prossime comunicazioni da parte del club, che subito dopo il match ha comunicato l’intenzione di organizzare un CdA. “Un minuto dopo la fine del campionato ci saranno molte cose che noi vogliamo affrontare con chiarezza e consapevolezza di quello che vogliamo fare”. Così scrisse Diego Della Valle nell’ormai celeberrima lettera di qualche settimana fa. Ebbene, il momento della resa dei conti è arrivato. il campionato è finito e a breve verrano fuori i colpevoli di una gestione che potrebbe esser giunta definitivamente al capolinea.

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