CONFERENZA STAMPA, Iachini: “Commisso dopo la Lazio mi ha fatto intuire la possibilità di una permanenza, sono stato io a fare un passo indietro. Sarò sempre grato alla società e alla Fiorentina, me ne vado soddisfatto del mio lavoro”


Tra poco parlerà in conferenza stampa via web-streaming con i giornalisti Beppe Iachini. Di seguito potrete leggere il testuale delle parole del tecnico della Fiorentina alla vigilia del match di domani contro la Napoli:

Sulle parole a suo favore di Rocco Commisso e sulla squadra: “Io per come sono fatto, e visto che è da quaranta anni che sono nel calcio sono abituato a non commentare le parole del presidente. Nel caso specifico è ovvio che mi fanno piacere per via anche delle tante difficoltà riscontrate. Sono parole che fanno capire le difficoltà. Sono stato chiamato in un anno difficile tra pandemia e campionato spezzettato di quest’anno. Il fatto che il presidente riconosca di aver fattto un errore non è normale nel mondo del calcio e dimostra ancora di più che persona che è. Ora vado avanti con il lavoro ringraziando la società e la squadra e facendolo per il bene della mia Fiorentina. Quando mi hanno richiamato sapevo che cera del rischio ma non me la sono sentita di lascia affondare la squadra ed ho portato la barca in porto. Ancora non abbiamo finito mancano ancora due gare”.

Sull’importanza della salvezza e su Kokorin: “Di imprese calcistiche ne ho vissute tante ma questa è stata più difficile perché dietro non c’era continuità di lavoro. Il calendario poi era tosto e l’ambiente che ho trovato era carico di paura e tensione. Dovevamo fare in fretta ma ci siamo messi sotto e abbiamo lavorato. Non vi nascondo che dopo certe gare anche io ho vaccinato e ho avuto preoccupazione, dovevo però maniere la figura del capo. Il lavoro fatto è stato ottimo. Guardiamo avanti con fiducia. Kokorin si sta allenando da qualche giorno con noi, lo valuterò perche avendo avuto una ricaduta su un infortunio muscolare la preoccupazione c’è sempre. Lo valuteremo meglio”.

Sul perchè della non riconferma: “Commisso mi aveva detto dopo la Lazio che a salvezza raggiunta avrebbe comunicato la mia permanenza ma sono stato io a fare un passo indietro, andrò per la mia strada. È giusto fermarsi qui perché penso che il club debba fare il suo percorso. Per me la Fiorentina è un club a cui sono molto legato. Lavorare qui è emotivamente forte per me, sento molta responsabilità quando arriva la gara. È un po’ la mia seconda casa. C’è un fattore emozionale troppo forte, aver portato il mio contributo mi inorgoglisce molto soprattutto perché vedo altre squadre ancora in difficoltà. Aver fatto due salvezze in condizioni difficili mi inorgoglisce molto ma mi fa dire che Beppe deve rimanere Beppe per i fiorentini. È bello lasciarsi così con questi risultati”.

Sul suo futuro e su Gattuso: “Non so quale sarà il mio futuro, c’è la consapevolezza di aver fatto un grosso lavoro. Vedremo le opzioni che mi si presenteranno. Il Napoli è una squadra di grande qualità che già l’ottava negli anni scorsi per obbiettivi alti. Rino lo così come e sta facendo bene. Il Napoli ha avuto anche un giorno in più di recupero e questo rende il match più complicato. Stanno dando 5/6 gol a tutti. Onoreremo comunque fino alla fine il campionato”.

Sulla differenza che hanno fatto nel percorso le critiche: “Il calcio è un gioco per chi lo vede non per chi ci lavora. Va curato sempre il particolare perché così si danno più sicurezze alla squadra. Ecco perchè ci sono tecnici che lavorano per più anni, basta vedere il caso Gasperini. La continuità porta ad avere risultati. L’anno scorso nonostante la pandemia si è vista già la continuità e anche una media punti da Europa. Ad inizio anno poi ci sono stati diversi problemi tra Covid e arrivi dell’ultimo minuto. In sette partite non ho la bacchetta magica, il lavoro è importante non è uno scherzo. Inoltre non avevamo pochi punti. Il tempo per lavorare non è qualcosa di futile ma importante”.

Ancora sul futuro: “Dopo la Lazio il presidente a battuta aveva fatto per deprime la volontà nei miei confronti di riconfermarmi, anche per gratitudine. Voi da fuori non avete percepito il terrore che c’era dentro di retrocedere, una cosa non facile da sradicare. Mi sono accorto subito della difficoltà della situazione quando sono arrivato. Il presidente era molto preoccupato ed eco perché dopo la Lazio si è lasciato andare. Io comunque non proseguo ma vado per la mia strada con grande gratitudine”.

Sulla sfida con il Napoli: “Ogni partita è una storia a se e deve essere giocata. Affrontiamo una grande squadra che sta vivendo un grande momento con ottimi giocatori. Ci sono tutti i presupposti per far si che sia una gara difficile ma noi ce la giocheremo per onorare il nostro lavoro. Ci vorrà comunque una gara perfetta”.

Se la squadra è pronta ad apre un ciclo: “Non spetta a me rispondere a questa domanda”.

Sulle differenze tra il Gattuso battuto l’anno scorso e quello di oggi: “Non conta più niente quella gara dell’anno scorso. Oggi forse stanno vivendo un momento ancor più importante e sarà tutt’altra gara”.

Sul turnover per chi ha giocato meno: “Vediamo magari daremo maggiore spazio a chi ha giocato meno, è nelle mie idee ma valuteremo nei prossimi allenamenti”.

Su Kouame: “In questo momento ovviamente mentalmente non è al top  questo incide. Lo scorso anno, dopo un infortunio importante al ginocchio, era rientrato bene e aveva fatto qualche gol. Anche ad inizio anno, quando c’ero io, ha fatto vedere ottime cose e stava bene anche fisicamente. Mi è piaciuto molto anche contro l’Atalanta. Per un attaccante è molto importante la fiducia”.

Ancora sul possibile inserimento di chi ha giocato meno domani: “Vorrei dare spazio a chi ha giocato meno, dipenderà dai recuperi anche a livello fisico”.

 

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