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CONFERENZA STAMPA, Pradè: “Fascia a Chiesa un errore. Sono felice ci sia Callejon”

Ecco le dichiarazioni di Daniele Pradè in conferenza stampa: “Secondo me abbiamo un’ottima squadra. Una squadra forte, completa. Una squadra che logicamente è in un percorso di crescita. Dalla fine del mercato della stagione scorsa ad oggi abbiamo cambiato 19 elementi, sono rimasti solo Pezzella e Milenkovic, gli altri sono Dragowski che era andato all’Empoli, Biraghi all’Inter e Vlahovic che era un ragazzo. Abbiamo 19 calciatori che possono essere importante nell’undici. Siamo in un periodo economicamente molto difficile. Abbiamo preso dei calciatori con ingaggi importanti. In questo mercato abbiamo fatto più di quaranta uscite, siamo passati da un parco giocatori di 75 giocatori e stiamo piano piano ripulendo tutto quello che non consideravamo valido per la prima squadra. Siamo riusciti a fare tanto, Saponara è un ragazzo serissimo e non dà fastidio nessuno se rimane alla Fiorentina ma non sarà facile giocare. Sono rimasti poi Eysseric e Montiel. Gli altri, fra incentivi, abbiamo fatto il nostro lavoro. La squadra adesso deve prendere consapevolezza. Abbiamo fatto un’ottima partita col Torino e abbiamo vinto, abbiamo fatto una grande prestazione a Milano con l’Inter dove abbiamo perso immeritatamente e abbiamo fatto una partita che non ci aspettavamo con la Samp. E’ una squadra che sento mia, ora possono darci ragione o torto solo tempo e risultati. Tutto quello che c’era da poter fare lo abbiamo fatto”.

L’allenatore avesse indicato due priorità: regista e centravanti. E’ vero?
“Io con l’allenatore ci parlo tutti i giorni. Penso che il centrocampo sia fra i più forti. Se noi dobbiamo giocare con due mezzali di entrata li abbiamo”.

Il centravanti?
“Noi di centravanti ne abbiamo tre: Kouamé potevamo venderlo a tanti soldi in Inghilterra, Vlahovic ce lo hanno chiesto anche club blasonati e Cutrone ha avuto tante offerte. Se potevamo migliorarci ti posso dire di sì ma meglio non c’è e quello che ho me lo tengo stretto. Nelle prime tre gare, Kouamé e Vlahovic hanno segnato. Non mi sembra ci siano stati spostamenti in Europa di centravanti tranne Morata con la Juve e Osimhen a Napoli. Io vigile? Sì, a tenere sott’occhio Dzeko. La situazione di Milik è sempre stata molto chiara da parte del calciatore. Voleva rimanere e alla fine l’ha ottenuto. Non ha detto no alla Fiorentina, ha detto no al mercato. Quello che vuol fare non lo so ma ha detto no al mercato”.

De Paul e Chiesa?
“De Paul non ci sarebbe servito in questo momento. State sottovalutando Callejon. Aveva tantissime offerte, ha creduto nella Fiorentina e sono felice ci sia lui al posto di Chiesa. Eravamo preparati”.

Squadra competitiva? Arrivare fuori dall’Europa League, visto il monte ingaggi, potrebbe essere un fallimento?
“Se mi fai la domanda sul fatto che la squadra è migliorata, ti dico sì. Il monte salariale così importante ci obbliga a pensare ad essere competitivi per vincere ogni partita. E’ questa la competitività che deve avere la Fiorentina”.

Interverrete sul mercato degli svincolati?
“Assolutamente no. C’è sempre qualcosa di meglio ma io sono contento di quello che abbiamo fatto. La squadra deve essere consapevole di essere forte”.

Hai avuto qualche input sul rientrare dagli investimenti fatti?
Non ho avuto nessuno input di rientrare degli investimenti fatti. Noi ci siam portati avanti col lavoro rispetto alle altre società”.

Come è nata l’operazione Martinez Quarta?
“Volevamo prenderlo già l’anno scorso ma aveva prezzi più alti. Poi con quello che è successo siamo stati bravi ad aggredirlo. Poi le trattative con squadre importanti come il River non sono mai semplici. Siamo arrivati dove c’erano delle schermaglie normalissime contrattuali. Il calciatore ha dimostrato di voler venire da noi, è un giocatore duttile che sa fare la fase a quattro e tre, gioca indistintamente in tutti i tre ruoli e sono convinto che farà molto bene da noi”.

Come mai la vicenda Chiesa è arrivata così all’ultimo?
“Chiesa è semplice: siamo arrivati all’ultimo perchè c’erano tante piccole cose. Dovevamo allungare il contratto a Chiesa e non era facile, ci abbiamo messo tanto a trovare le modalità di pagamento però alla fine per noi è un’operazione ottima dove sono contento adesso ci siamo tolti di questo peso. Era diventata una telenovela, si parlava solo di questo, veniva messa in secondo piano la squadra. Tante volte alla famiglia Commisso ho detto che fosse giusto fare questa operazione, loro gli hanno dato tanto amore e lo avrebbero tenuto volentieri ma non c’erano i presupposti per farlo. Per il papà di Chiesa non siamo stati una situazione che poteva vederci insieme ma un veicolo per arrivare ad altre situazioni. La Fiorentina non è stata mai presa come un’eventualità. Ad un certo punto quando le situazioni sono così non è facile andare avanti”.

Questa squadra può considerarsi completa visto che mancando Ribery manca identità?
“Senza Messi il Barcellona non è il Barcellona, senza Ronaldo la Juventus non è la Juventus, senza Totti la Roma non era la Roma e senza Batistuta la Fiorentina non era la stessa. Il campione è un campione e di Ribery ce n’è uno solo”.

Il mercato di gennaio?
“Spero di dirti a gennaio che non ci serve nulla perchè la squadra è competitiva. Il mercato di gennaio dell’anno scorso ci ha detto che se c’è da fare noi ci faremo trovare pronti”.

Cosa ne pensa di Iachini?
“Prima di tutto Iachini è un uomo. Secondo, ha un esperienza tale che ogni difficoltà la supera. Io sono vicino a lui. Glielo dico sempre, scherzando, dicendo che una squadra così forte nella sua carriera non l’ha mai avuta. L’unica cosa che Iachini non ti farà mai mancare e il lavoro paga sempre”.

La questione Rebic?
“Non spetta a me”.

Aprire un ciclo con Iachini?
“Sì. Perchè sennò è un fallimento. Sai benissimo che tutto dipende dai risultati sportivi”.

Avete proposto il rinnovo a Chiesa?
“Certo. Anche negli ultimi giorni. Non c’è mai stato nei loro pensieri. Quando c’è almeno un 5% di apertura in una persona, provi a convincerla. Quando vedi che dall’altra parte non c’è nemmeno questo 5% diventa tutto aleatorio. Non è stato un fattore economico”.

Pezzella?
“Ne riparleremo più avanti se ne riparleremo”.

Il limitare l’obiettivo a spostarsi sul lato sinistro della classifica è una cosa che confermate?
“E’ normale che ci sia scetticismo. Ho fatto già quattro stagioni qui da direttore e penso di conoscere bene Firenze, la conosco meglio di tanti fiorentini e non è presunzione. Lo scetticismo non è sotto il profilo di quello che può succedere ma è di quanto è successo. Dobbiamo creare entusiasmo e te lo porta solo le vittorie”.

C’è stato un momento in cui ha titubato?
“Io sono contentissimo. Io sono sempre stato abituato a lavorare con contratti annuali. Contento di esserci e spero di essere il ds nel momento che ci sarà il centro sportivo nuovo. Io sono convinto che col centro sportivo nuovo ci sarà una crescita importante anche per noi. Porterà tantissimi vantaggi e punti anche a me”.

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