Home / blu / COMMISSO SCEGLIE IL PASSATO. TUTTO CAMBIA PERCHE’ NULLA CAMBI: LA NUOVA VIOLA RIPARTE DA MONTELLA E PRADE’

COMMISSO SCEGLIE IL PASSATO. TUTTO CAMBIA PERCHE’ NULLA CAMBI: LA NUOVA VIOLA RIPARTE DA MONTELLA E PRADE’

Dopo giorni di voci, dubbi e indiscrezioni è arrivata la conferma: la Fiorentina di Commisso riparte da Vincenzo Montella. Il casting allenatore, che ha visto profili come Spalletti, Gattuso, Di Francesco, Semplici, sondati dalla nuova dirigenza gigliata per sedere sulla prima “panchina americana” della Fiorentina termina in un nulla di fatto. Sarà ancora l’Aeroplanino a trasportare la barca viola dalla vecchia era Della Valle alla novità Commisso. Decisivo l’incontro tra i due a convincere il magnate italo americano a rinnovare la fiducia al tecnico.

“Oggi pomeriggio ho incontrato Vincenzo e mi ha fatto davvero un’ottima impressione. L’ho trovato pieno di entusiasmo e voglia di mettersi subito al lavoro” ha dichiarato Rocco Commisso. “Sono stato colpito dal suo entusiasmo oltre ogni aspettativa. Trasmette tanta positività e sono certo che riuscirà a contagiare tutti, squadra e tifosi. Sono molto contento di ritrovare come Direttore Sportivo Daniele Pradè, con cui ho lavorato duramente e in grande sinergia in passato, ottenendo risultati di livello.” ha fatto eco Montella.

Un feeling reciproco, quello tra il tecnico e il patron, che si è palesato anche quando i due si sono presentati di fronte alle telecamere di Sky direttamente da New York, tra sorrisi, battute, e un’ ironia comune che promette di fare divertire i media.

Dopo l’addio di Corvino e l’arrivo di Pradè alla direzione sportiva, si incastra quindi un altro tassello della nuova Fiorentina.
Montella e Pradè. La Fiorentina riparte dal suo passato. Quello che, come ha detto Commisso, vedeva la Fiorentina essere ” una delle squadre che esprimeva un livello di calcio tra i più spettacolari, non solo in Italia ma anche in Europa”. Un paradosso forse per coloro che si aspettavano una rivoluzione in piena regola. Eppure attenzione a ritenerlo un “Ritorno al futuro”, o meglio al passato, un vano tentativo di aggrapparsi a quanto di bello c’è stato o semplicemente una minestra riscaldata.

L’idea è più quella di una rivisitazione viola della morale del famoso romanzo “Il Gattopardo”. L’autore Giuseppe Tomasi di Lampedusa scriveva «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Qui non ci sono nobili decaduti che cercano di mantenere il potere e i privilegi adattandosi ai cambiamenti politici, ma una nobile decaduta, la Fiorentina, che deve imparare a navigare nei meccanismi di un calcio sempre più mediatico, con interessi sempre più forti, avversari sempre più potenti e orizzonti in costante ampliamento.

Prova a farlo stravolgendosi all’esterno con la ventata di novità ed entusiasmo, investimenti ed senso del business portata da Commisso, ma tenendo fede all’interno a quello che ha saputo e dimostrato di renderla grande. Antognoni come punto di riferimento della fiorentinità, Pradè e Montella alla guida tecnica. In altre parole, il nuovo, l’entusiasmo andato perso e la voglia di investire e tornare grandi per riaccendere la miccia di quello che già si sa essere un potenziale mix esplosivo. Cambia tutto, nella speranza la Fiorentina possa tornare a riaffacciarsi tra le grandi del nostro campionato. Li dove Montella e Pradè la avevano portata. Li dove i tifosi sognano di rivederla.

Leggi Anche

FLACHI, “Pedro in Primavera? Non capisco”

Francesco Flachi, ex viola, ha parlato a Radio Bruno: “Pedro? Un giocatore pagato tra i …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *