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Rocco Commisso

COMMISSO: “Il prossimo mercato è difficile da decifrare, sicuramente i giocatori stanno subendo un deprezzamento. Sulla ripresa del campionato..”

Ecco la seconda parte delle dichiarazioni di Commisso che prosegue nell’analisi delle tematiche di casa Fiorentina nel corso dell’intervista rilasciata a Violanation.com:

Sull’importanza della squadra femminile per il progetto viola: “È uno dei miei obiettivi principali, il Centro Sportivo è  anche per loro, e per i nostri giovani, si alleneranno tutti insieme. Voglio assicurarmi che le ragazze abbiano tutte le opportunità di eccellere sia in Italia che in Europa anche se so che servirà tempo, perché non abbiamo ancora ventimila persone allo stadio. Siamo andati a giocare contro l’Arsenal l’anno scorso, io voglio raggiungerle e superarle”.

Sulla raccolta “Forza e Cuore”: “Non mi aspettavo di raccogliere così tanto, io ho messo subito 250000, ma in tre giorni siamo arrivati al doppio. È diventata la raccolta fondi più grande di tutta America tra quelle destinate all’Italia, tutti coloro che hanno legami con noi hanno aiutato e sono molto molto orgoglioso di questo. Farò altre cose nei prossimi mesi, ma ringrazio davvero i tifosi e tutti coloro che hanno aiutato”.

Sulla ripresa della Serie A: “Il campionato deve mettere la salute al primo posto, poi pensare a giocare, senza però distruggere la prossima stagione. Noi vogliamo giocare, potremo allenarci individualmente tra venerdì e sabato, insieme a partire dal diciotto maggio e poi forse saremo in campo per giugno. Nessuno può prevedere cosa succederà, neanche io lo so. L’importante è che la stagione successiva non venga danneggiata”.

Sulla dirigenza: “La coppia Barone-Pradè è qualcosa di nuovo, Daniele lavora nella parte sportiva mentre invece Joe si occupa un po’ di tutto. Joe è tornato a casa solo una volta, praticamente vive sempre in Italia. Non so come siano organizzate le altre squadre, io sono coinvolto. Non del tutto, ma un pochino… Non sono uno a cui piace molto cambiare, come faceva ad esempio Zamparini. Forse faccio errori, e devo imparare, ma mi piace dare il beneficio del dubbio, mantenere vicine le persone che conosco, staff come giocatori. Quando siamo arrivati non abbiamo fatto cambiamenti, con l’eccezione di pochissime persone chi lavorava per la Fiorentina prima ha continuato a farlo”.

Sul prossimo mercato: “Penseremo allo stadio, ma è una cosa più a lungo termine. La stagione 19/20, potrei sbagliarmi, non verrà considerata per il fair play finanziario: ci saranno rivalutazioni, molti club stanno perdendo introiti e stanno valutando di rivedere i salari. Se i ristoranti chiudono, non comprano la materia prima per produrre cibo. E questa è la nostra linea di pensiero, sopravviviamo, posso perdere 10/20 milioni e iscrivere la squadra l’anno prossimo, non so quanto aiuto potremo ricevere dal Governo, bisognerà venirne fuori con le nostre forze. Anche i miei giocatori hanno subito un deprezzamento così come tutti gli altri. Nessuno è certo di cosa succederà, potremmo perdere un giocatore come Chiesa, ancora non si sa se vorrà andarsene e vogliamo, nel caso, che porti il giusto guadagno, ma potrebbero arrivarne altri. Serve solo aspettare”.

Sul progetto giovani: “La Fiorentina è un punto di arrivo, non di partenza per andare in squadre più forti. Avere una bandiera, un giocatore come è stato Antognoni, mi renderebbe l’uomo più felice del mondo. Ad esempio, la crescita del nostro portiere, Dragowski, lo ha portato ad essere uno dei migliori del campionato. Guardate Chiesa, Castrovilli, Lirola, Milenkovic, lo stesso Sottil che non ha avuto molto spazio ma spero possa mostrare le sue grandi qualità in futuro. Vlahovic e gli altri possono diventare superstar qui alla Fiorentina, e sentire che vorrebbero diventare bandiere mi fa davvero felice”.

Per concludere un saluto a tutti i tifosi viola: “Concludo ringraziando tutti per l’accoglienza ricevuta a Firenze, muoio dalla voglia di tornare e abbracciare tutti, donne uomini e giovani, vado a vedere tutti giocare, sono tutti miei ragazzi, non perché sono il presidente, ma perché voglio loro bene”.

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