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COME AI VECCHI TEMPI

Quando le cose vanno male, quando tutto sembra ormai compromesso, o anche quando ci si impegna per far tornare le cose alla normalità, viene naturale ricordare i bei tempi andati. È sufficiente una canzone, una foto, un video, un pensiero per strapparci un sorriso. In primis tra tutti, negli ultimi giorni, ci ha pensato Sebastien Frey, ex portiere viola rimasto legatissimo alla città per cui ha difeso a lungo la porta. Insieme a tanti ex campioni della storica compagine prandelliana, Frey ha ripercorso le tappe di una Fiorentina da sogno: si intende quella del 2-0 al Franchi contro il Liverpool e dell’1-2 ad Anfield al ritorno, quella vincitrice del girone di Champions League, quella messa in ginocchio dalla beffa Ovrebo e dal missile all’incrocio di Arjen Robben, su cui lo stesso estremo difensore francese non ha potuto nulla. Si è poi aggiunto Adrian Mutu, uno di quei fantasisti rari e magici, difficili da ritrovare. E poi Manuel Pasqual, Tomas Ujfalusi, e chi più ne ha più ne metta. Chissà se ne rispunteranno fuori altri nei prossimi giorni… comunque sia, fanno sempre piacere certi volti. Quello che non farà piacere ai fiorentini e agli italiani in generale, è sapere che purtroppo la situazione è ancora critica. Sono ancora giorni in cui – ha sottolineato oggi Joe Barone a Gazzetta – “Viviamo legati a bollettini che annunciano casi drammatici” e “paura e speranza sono le prime sensazioni di ogni mattina”. Per questo motivo, il premier Giuseppe Conte ha firmato, poche ore fa, l’ennesimo DPCM in cui è stata stabilita la proroga delle misure restrittive fino al prossimo 13 aprile. In una nota del decreto, si specifica che “sono sospesi gli allenamenti anche per le società sportive e gli atleti professionisti”. Quindi stop alle polemiche accesesi in settimana all’interno di determinate società di Serie A, Lazio e Napoli prima di tutte le altre. Del resto, per quanto si possano condividere o meno i provvedimenti presi da parte di un’istituzione, ci sono delle regole a cui bisogna diligentemente sottostare e di fronte alle quali nessuno ha il fiocco rosso. Altrimenti, “se smettessimo di rispettare le regole ed allentassimo le misure – ha sottolineato Conte da Palazzo Chigi – tutti gli sforzi sarebbero vani, perché oltre al costo sociale, saremmo costretti a ripartire di nuovo”. Perciò, nel rispetto delle regole, perché non provare ad impiegare il tempo in quelle cose che non si è mai capaci di fare nella vita ordinaria? Quelle piccole commissioni che ci proponiamo di fare da mesi, anche per diletto, ma che per impegni vari, stanchezza e lavoro, siamo sempre costretti a mettere all’ultimo posto. Ci ha pensato un giocatore della Fiorentina, Nikola Milenkovic a proporre un’idea per ingannare il tempo da qui al 13 aprile: “Vorrei dire alla gente di non perdere neanche un giorno senza imparare qualcosa di nuovo, leggere, esplorare, lavorare su se stessi”. Sembra scontato, ma pensiamoci un attimo: quando può ricapitare un’occasione del genere? Non che ne sentiremo la mancanza, anzi, ma quando si ripresenterà, nell’arco della nostra vita, una situazione (possibilmente sana) in cui potremo concentrarci quasi totalmente su noi stessi, senza altre cose da fare? Chi lo sa. Quindi chi può, non si faccia sfuggire la chance. Basta poco, anche un ricordo dei fasti, come quelli riproposti dagli ex viola in questi giorni può rinvigorire lo spirito e allietare questa brutta parentesi di storia da cui abbiamo il dovere di uscire più forti e maturi.

 

 

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