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C’è pausa e…pausa

Dopo un avvio di stagione difficile, la Fiorentina naviga nelle zone alte della classifica, quelle che più le competono. Da una pausa per le Nazionali all’altra è cambiato tutto.

Arriva l’autunno, la pausa delle Nazionali di ottobre: saltano le prime panchine. L’amore tra il Milan e Giampaolo non è mai sbocciato e adesso c’è Pioli. Notte fonda su Genova: Di Francesco liquidato, in bilico Andreazzoli. Vincenzo Montella, l’allenatore più discusso, criticato, l’allenatore più perdente invece, siede saldamente sulla panchina.

In casa viola è tornato il sereno. Alla scorsa pausa delle Nazionali la Fiorentina si presentava con l’amaro bottino di due sconfitte consecutive. Uno scoppiettante quanto ingiusto 3-4 all’esordio con il Napoli e un meritato 2-1 in casa del Genoa. Sembra passata un’era ed è passato appena un mese.

L’Inter non è più in testa alla classifica. Roma e Napoli perdono punti e posizioni. La Fiorentina da ultima si ritrova ottava in classifica grazie agli 11 punti maturati tutti dopo la pausa della Nazionali di settembre. Un breve ma difficile ciclo conclusosi nel migliore dei modi. Due pareggi con la prima, Juventus, e la terza della classe, Atalanta, dunque un terzetto di vittorie contro Sampdoria, Milan e Udinese.

Merito di un modulo, il 3-5-2, che garantisce equilibrio e controllo del campo. Merito di uno stato di grazia di alcuni interpreti: Ribéry, Castrovilli, Pulgar, Cáceres su tutti. Con l’Udinese è iniziato un ciclo diverso dal precedente. Formazioni difensiviste, catenacciare, fisiche. Se con le squadre di vertice poteva essere accettato un incidente di percorso, così non sarà con le cosiddette provinciali.

Il primo, decisivo metro per capire la maturazione della squadra è stato superato. Una capocciata di Milenkovic ha sfondato il fortino friulano. Dopo la ripresa sarà la volta del Brescia. La squadra seppur vincente ha mostrato qualche difficoltà in più ad andare in rete contro un’Udinese dall’atteggiamento tattico. Per questo non è da escludere che Montella provi, con la calma ritrovata, qualche nuovo schema.

Il primo dubbio riguarda il possibile inserimento di un centravanti. Si tratterebbe comunque di uno tra l’indiziato numero uno Vlahovic e Boateng, più defilato. Pedro non è ancora pronto: lo sarà, con il tempo. Una mossa che Montella sarebbe stato costretto a fare anche contro l’Udinese se non ci fosse stata la provvidenziale incornata del numero 4 viola. Dubbi e ragionamenti che ci stanno e che si possono fare tranquillamente ora che la Fiorentina può affrontare con il giusto spirito. Anche se – come usa ripetere – squadra che vince e convince non si cambia.

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