Beppe Iachini e un futuro in viola tutto da decifrare

In attesa di capire se e quando riprenderà la stagione calcistica in Italia, in casa Fiorentina si continua a pensare al futuro sia in termini di giocatori, con i primi contatti che vengono allacciati proprio in questo periodo in vista del mercato, sia in termini di guida tecnica. 

Andando infatti nello specifico la posizione di Iachini non sembra essere saldissima al comando della viola, almeno in vista della prossima stagione. Sin da quando è approdato a Firenze per sostituire Montella, l’ex allenatore di Palermo, Empoli e Sassuolo è stato infatti definito da molti come una sorta di traghettatore la cui riconferma è legata ai risultati sul campo. Nel caso la stagione sportiva 19/20 dovesse riprendere in estate, a portare a termine il campionato sarà certamente Iachini, ma se viceversa in Italia si dovesse intraprendere la strada tracciata da Belgio, Olanda e Francia ossia, quella di una sospensione definitiva dell’annata calcistica, allora i discorsi intorno al futuro della panchina gigliata potrebbero cominciare a cambiare sin da subito. È indubbio che il lavoro svolto sin qui dall’attuale allenatore viola sia stato ottimo, soprattutto vista la situazione ereditata dalla precedente gestione, ma se andiamo al di là del mero aspetto relativo alla classifica notiamo che la squadra da quando è arrivato Iachini ha si migliorato i propri risultati e la compattezza di squadra, ma non è mai riuscita ad arrivare ad esprimere livelli di calcio adatti ad una squadra che intende il prossimo anno candidarsi ad un posto in Europa. Il lavoro che Iachini ha svolto sulla rosa è stato prettamente difensivo, cercando tatticamente di rendere più solido il reparto arretrato in modo tale da dare certezze a livello mentale ai giocatori, lasciando però la fase offensiva abbandonata ai guizzi di Chiesa e Vlahovic. Troppo poco per una rosa che certamente non ha ancora nel proprio motore un livello di qualità elevatissimo, ma neanche un livello tale da giustificare intere partite disputate cercando di difendere la propria area di rigore per poi provare a ripartire lanciando il pallone in avanti e affidandosi alla velocità delle proprie punte. Gli stessi tifosi più volte nell’arco della seconda parte di stagione hanno certamente riconosciuto a Iachini i meriti del suo lavoro ma allo stesso tempo hanno cominciato a chiedersi se davvero la strada intrapresa fosse quella giusta in vista di un rilancio futuro a livelli alti del club. 

Ecco perché, parlando di possibili nomi in vista della stagione 20/21 si potrebbe fare un lungo elenco che partirebbe da Spalletti passerebbe per Liverani e arriverebbe fino a De Zerbi con nel mezzo ulteriori nomi di tecnici che stuzzicano l’interesse della dirigenza ma, senza a stare ad elencare pregi e difetti di ognuno e senza provare a dare news su un possibile candidato futuro, quello che mi limito a sottolineare è che per l’indirizzo che il calcio nell’era moderna ha preso i viola necessitano inevitabilmente alla guida della squadra di un allenatore che sappia lasciare sui giocatori un’impronta di calcio propositivo e verticale e che soprattuto sappia lavorare bene con i tanti giovani che già sono presenti a Firenze e che nella prossima sessione di calciomercato arriveranno (vedesi caso Amrabat) a rinforzare l’organico. In tuto questo ovviamente nessuno nega la possibilità che lo stesso Iachini possa riuscire a dare questo tipo di impronta alla squadra, ma certamente fino ad ora un’idea di calcio votato alla costruzione del gioco piuttosto che alla distruzione di quello avversario non si è minimamente intravista. In questo senso una ripresa del campionato aiuterebbe a capire di più sul futuro prossimo che del tecnico marchigiano.

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