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BARONI: “Chiesa alla Juventus lo vedo esterno”

L’allenatore Marco Baroni è intervenuto in diretta a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: “Purtroppo questa situazione con l’impennata del Covid era attesa, ma bisogna provare a resistere. Anche perché questa situazione mi sembra gestibile. Il rischio che salti in aria tutto è molto probabile, ecco perché ci vuole grande partecipazione da parte di tutti, in primis dei calciatori e degli addetti ai lavori: è una lotta che dobbiamo affrontare tutti insieme, senza alzare bandiera bianca”.

Come la vede la scelta di Rugani di andare al Rennes per giocare?
“Daniele ha sentito la necessità e la voglia di tornare protagonista, dopo alcuni anni in cui si è ritagliato poco spazio in un gruppo e in una squadra top. L’esigenza di dare continuità alle prestazioni ha prevalso nella scelta”.

Come la vede la rosa del Napoli?
“Si sono mossi molto bene, e Gattuso ha dimostrato di saper gestire benissimo questa rosa: essendo così ampia può fronteggiare tutte le competizioni”.

I nuovi innesti possono lanciare l’Atalanta?
“Non dobbiamo più considerarli una sorpresa, sarebbe un errore. Si sono insediati nella corsa allo Scudetto, è una squadra in cui chi entra fa bene e che sviluppa calcio in maniera incredibile: riescono ad accelerare e decelerare i ritmi a sua scelta. Davanti hanno tre giocatori che sono tra i più forti in circolazione”.

Dove lo farebbe giocare Chiesa nella Juventus?
“Una bella domanda. Bisogna capire se giocheranno ancora con un 3-4-1-2, dove Chiesa può stare sia davanti che da esterno: ha potenzialità, gamba, è muscolare ed ha sia tecnica che qualità. Può ritagliarsi un ruolo importante, e sono convinto che possa partire da laterale di centrocampo, se continuano con questo modulo. Sa giocare in attacco ma riesce a coprire anche tutta la fascia”.

Come lo vede questo Benevento alla seconda stagione in Serie A? Possono salvarsi?
“Secondo me sì. Non dimentichiamoci che il mio era un Benevento che prima di allora non aveva fatto mai nemmeno la Serie B, ed arrivò ad un doppio salto. Ora anche a livello di ambiente sono più pronti, e con gli investimenti fatti può mettersi almeno tre squadre dietro”.

Chi vede come papabile sorpresa?
“Chi ha dato continuità tecnica, e dico per esempio il Sassuolo. In Italia è quasi una rarità, e in questo momento hanno qualcosa in più: si vede pure nel campionato”.

Come si pone sulle cinque sostituzioni?
“La vedo come una risorsa, gli allenatori stessi man mano miglioreranno nella gestione dei cambi. Tornare indietro sarebbe un errore, anche perché alla lunga la possibilità di dare maggior spazio è assolutamente positiva, al di là della necessità del Covid”.

Cragno paga la sua statura di 1,84 per non aver mai attirato le big su di lui?
“Può darsi. Io che l’ho allenato lo ritengo un portiere importante, e vedo delle qualità tali che potrebbe metter piede in una big, perché no. Un portiere reattivo, sempre molto attento, buono con i piedi: vedo un portiere molto completo”.

La Nazionale di Mancini continua ad ingranare.
“Bisogna fare i complimenti al ct, sta lavorando bene e fa sentire tutti importanti. Porta avanti giocatori che in campionato fanno bene, senza nessuna paura o timore se sono giovani o meno giovani. Li premia, e questo si vede in campo con una squadra che, serena, esprime un calcio offensivo”.

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