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AMERICANO AL PUNTO GIUSTO

Troppo italiano per gli americani, troppo americano per gli italiani? No, americano e italiano al punto giusto. Chi si aspettava un Rocco Commisso lontano dal mondo del calcio italiano e dall’universo Fiorentina, proiettato in una mentalità troppo d’oltre oceano per poter portare frutti nel nostro paese, avrà avuto qualche tentennamento nel vedere le prime giornate toscane del nuovo patron viola.

Se l’arrivo di Commisso è stato un colpo di scena degno di Hollywood – “Siamo passati dalla lettera di intenti al closing in poco. Abbiamo fatto tutto in tre settimane” ha dichiarato oggi nella conferenza stampa di presentazione – traspare comunque dalle sue prime parole una grande conoscenza del contesto, quello italiano, che è pronto ad accoglierlo.  Lo si percepisce nel volere ribadire di essere nato in italia, nel dichiarare la sua passione per il calcio italiano, il suo interesse per la Fiorentina durato anni prima di essersi potuto concretizzare. Quasi a voler stroncare sul nascere ogni dubbio e perplessità che ha accompagnato il suo arrivo e a volere allontanare gli esempi di presidenti “internazionali” visti altrove.

Grande conoscenza del contesto, e soprattutto della piazza. Sentirsi dire che non ci saranno false promesse, che si investirà, che lo stadio è una priorità, che si farà di tutto per trattenere Chiesa (la buona riuscita dipende anche dal giocatore, certo, ma sentir dire che non diventerà il nuovo Baggio è in ogni caso una grossa rassicurazione), vedere un presidente che incontra le istituzioni cittadine,  i tifosi, che si presta a battute con i giornalisti e goliardie, che si lascia assorbire dal calore di sciarpe, cori, bandiere, può sembrare una banalità. Ma per una piazza come Firenze, da troppo tempo abituata ormai ad una proprietà distante e a pochi fatti e molta confusione, è una boccata di entusiasmo e aria fresca che da troppo tempo si aspettava.

Grande conoscenza del contesto, della piazza, e della Fiorentina. Le dichiarazioni su Montella e Corvino – “Non ho ancora parlato con nessuno, si vedrà”- vogliono dire tutto e il contrario di tutto, ma sono efficaci nel dimostrare la volontà di entrare in punta di piedi e con i giusti tempi in un ambiente che di stravolgimenti ne ha già subiti abbastanza e che deve prima adattarsi alla sua presenza. Segno di una praticità e di una essenzialità nel mondo degli affari tutta americana.

Umiltà e unione le parole chiave da cui ripartire.  Se Commisso riuscirà in un mix vincente tra Italia e America solo il futuro potrà dirlo. Si aspettano i fatti e il verdetto del campo.

Per ora resta la risposta del popolo viola, che ha riservato una calorosa accoglienza. Resta la curiosità di una nuova Fiorentina, l’ambizione di tornare ad essere grandi. Resta un primo approccio da americano, o italiano, al punto giusto.

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