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A SCANSO DI EQUIVOCI… MA ORA LA CLASSIFICA E’ DAVVERO INQUIETANTE

Sono finite le scuse, così come le parole per descrivere il triste epilogo della stagione viola. Ennesima sconfitta, la quarta consecutiva se si include la gara di Coppa Italia contro l’Atalanta, contro un Empoli con la bava alla bocca in piena lotta salvezza. Difficile trovare un giudizio positivo per la prestazione dei singoli, visto l’andamento ormai viziato da una situazione compromessa da quando l’Europa è sfuggita di mano. la prima sensazione percepibile è un abbandono generale e dei giocatori e della tifoseria, stanca di assistere a un non gioco che difficilmente a Firenze può essere sopportato a lungo. Male, come ormai da troppo tempo, la partita di Giovanni Simeone. Una stranezza se si considera la presenza del padre in tribuna al Castellani. Il Cholito non concretizza diverse occasioni, alcune delle quali un giocatore di ordinaria classe come lui non dovrebbe sbagliare. L’unica nota positiva l’ingresso in campo di Dusan Vlahovic, fresco di Coppa Italia e in lotta per i primi posti del Campionato Primavera con i ragazzi di Bigica. Il serbo subentra al posto di un fiacco Luis Muriel (autore della migliore occasione viola della partita) e colpisce dopo pochi minuti una ghiotta palla su cross di Benassi. Nonostante lo stadio avesse visto la palla già in rete, Bartlomiej Dragowski nega clamorosamente il gol al giovane attaccante con una zampata felina, a tratti fortunosa. Forse l’obiettivo del polacco era proprio questo: far rimpiangere a Firenze la sua presenza e le sue prestazioni spesso criticate, anche legittimamente. Umili e modeste le parole di “Drago” nel postpartita, quando il portiere ha negato qualsiasi sentimento particolare per la sfida odierna. Che sia comunque da considerare una piccola vendetta? Potrebbe darsi, dal momento che Dragowski è in prestito in quel di Empoli e nulla esclude un suo ritorno in viola. Conferma della crisi senza fine dei gigliati è l’espulsione per proteste di Veretout dopo il triplice fischio. Amare e rassegnate le parole di Vincenzo Montella nel postgara quando il tecnico campano ha esternato la propria preoccupazione per la situazione in corso. Pur escludendo l’ipotesi del ritiro, a suo dire inutile, visti i tempi che corrono, per l’allenatore occorre soltanto raccogliere le ultime energie per chiudere dignitosamente un campionato in cui ormai non si può dare più nulla per scontato; neanche la salvezza, arrivati a questo punto. L’Empoli, in questo momento in zona retrocessione, dista otto lunghezze al ribasso e le partite da giocare sono tre. Onde evitare allarmismi, occorre specificare che la Fiorentina rischierebbe di scendere nel Campionato cadetto soltanto se perdesse le ultime tre gare e l’Empoli le vincesse tutte. A scanso di equivoci, quest’ipotesi resta alquanto lontana dal momento che gli azzurri di Andreazzoli dovranno affrontare in ordine Sampdoria, Torino e Inter, di cui le ultime due squadre citate in piena lotta per l’Europa. In questo clima di apatia generale, l’unico “intoccabile” resta Federico Chiesa, oggi febbricitante, ma comunque a disposizione della squadra. Tra una voce di mercato e un’altra, il gioiello viola resta l’unico punto saldo di una Fiorentina a pezzi.

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