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WOMEN’S, L’ad di Florentia San Gimignano: “Quante risorse verranno investite nello sport femminile?”

L’ad della Florentia San Gimignano Marco Zwingauer ha detto la sua a L Football: “In queste settimane si è aperto il dibattito su quanto l’incertezza sul futuro delle competizioni sportive possa condizionare lo sviluppo del calcio femminile. Noi stiamo lavorando per rilanciare i nostri programmi e siamo ottimisti, ma per programmare il futuro abbiamo bisogno di sapere se il sistema-calcio è con noi e se il Governo è con noi. Se si crede nel calcio femminile e nella lotta per la parità di genere nello sport allora i club devono essere messi in condizione di poter operare in un contesto che ne valorizzi gli sforzi. Se questa volontà non esiste è il momento di dirlo con grande chiarezza e siamo certi che il movimento del calcio femminile dimostrerà ugualmente la resilienza che lo ha sempre contraddistinto. Oppure, potrebbe decidere di fare uno o anche due passi indietro e riorganizzarsi. Sarebbe un peccato, perché nonostante la penuria di risorse di sistema la crescita era stata esponenziale. Vorremmo sapere quante risorse possono essere investite per permettere alle donne di vivere lo sport in un contesto economicamente sostenibile e con le tutele previste per il lavoro subordinato, se c’è posto per il nostro sport nel Consiglio Federale e se il governo vuole ripensare i criteri di mutualità tenendo conto anche del calcio femminile. Su questi temi il sistema deve essere coraggioso e prendere una posizione: o interessa o non interessa. Occorre pianificazione e l’emergenza attuale non deve diventare una scusa per rimandare la questione. Siamo comunque fiduciosi che le risposte arriveranno a breve. Ingresso di altri club professionisti maschili? Mettere da parte chi si è caricato fino a oggi lo sviluppo non è solo poco elegante, ma anche controproducente. Esistono club che si dedicano esclusivamente al calcio femminile sviluppando competenze e un’etica che ha segnato in profondità le caratteristiche di questo mondo, rendendolo una reale alternativa alle pratiche e ai valori a volte usurati del calcio maschile. Non parliamo tanto di noi, ma ci preme dire che prima di invocare a cuor leggero il ricambio di club femminili come Tavagnacco, Orobica, Pink Bari, come di tanti altri nelle serie inferiori, invitiamo tutti a riflettere non solo su quanto questi hanno dato al calcio femminile in passato, ma soprattutto su quanto possono dare in futuro. Siamo così sicuri che convenga fare a meno di questo bagaglio di storia e valori, in cambio degli investimenti dei club maschili?”

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