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VLAHOVIC: “Non ho paura di affezionarmi alla Fiorentina”

Intervistato dal Corriere della Sport, Dusan Vlahovic ha parlato della sua esperienza in viola. Ecco alcune delle sue parole:
Dusan Vlahovic, cosa ha provato quando ha varcato nuovamente il cancello del centro sportivo?
«E’ stato fantastico. Non potevo immaginare che mi sarebbe mancato così tanto giocare a calcio. Tornare lì a respirare l’odore dell’erba è stato esaltante».

E il primo allenamento collettivo che effetto le ha fatto?
«Gli allenamenti sono ancora piuttosto diversi rispetto a come eravamo abituati, ma abbiamo compiuto un primo passo verso il ritorno alla normalità».

E Iachini quante volte vi ha ripetuto “dobbiamo lavorare”?
«Sia l’allenatore che il suo staff, anche durante il lockdown, non ci hanno mai “mollato”. Ed il fatto di aver comunque continuato a lavorare, anche se con tutti i limiti del caso, è stato utilissimo. Tornati sul campo, adesso, possiamo sfruttare tutti questa discreta condizione fisica».

Che effetto le ha fatto vedere il suo nome scritto sulle tute dei medici e del personale sanitario impegnato in corsia contro il Covid?
«Li ringrazio. Sono loro i veri eroi di questa pandemia, in prima linea a dispetto di tutto. E sapere che, col mio cognome scritto sui camici, li ho in qualche modo sostenuti è per me motivo di grande orgoglio».

Io come Haaland?
«Ho fiducia in me stesso: se continuerò a lavorare così, senza mai accontentarmi e procedendo a….testa bassa, potrò migliorare quelli che sono un po’ ancora i miei punti deboli. E allora sì, arriverò lontano».

Alla ripresa, avrà di fronte 12 partite per diventare il capocannoniere della Fiorentina o 12 match per convincere il Ct della Serbia a chiamarla?

«A me interessa che la Fiorentina vinca, se poi segno io tanto meglio. Onestamente, ricominciare a giocare segnando sarebbe bellissimo. Sì, tra gli obiettivi che mi sono dato c’è anche quello di una chiamata da parte della Nazionale maggiore, ma per riuscirci so che devo fare bene qui. Il resto viene dopo».

Al di là di Ibrahimovic, il suo idolo, a quale grande attaccante vorrebbe “rubare” qualcosa?
«Immobile sta mettendo insieme cose fuori dal comune, ha una media gol mostruosa. Il fatto è che in Serie A ci sono bomber formidabili, probabilmente i più forti a livello mondiale, da Ronaldo a Lukaku passando per Dybala».

Lei è arrivato dal Partizan Belgrado: cosa le ha insegnato il calcio dell’est?
«Io lì ci sono cresciuto, ho tirato i primi calci ad un pallone, ho imparato i…..primi segreti del mestiere. Non ci sono le strutture che possiamo trovare in Italia o in altri paesi europei: credo che per emergere serva un pizzico di scaltrezza in più».

Giusto il tempo di inserirsi in Primavera, che subito ha vinto la Coppa Italia di categoria, da capocannoniere della manifestazione: quale il ricordo che si porterà sempre dietro?
«Il gol contro il Torino nel ritorno della finale di Coppa Italia, giocavamo al Filadelfia. Mi procurai il rigore e, con un cucchiaio, lo trasformai portando in vantaggio la squadra».

In panchina c’era Bigica, che dalla prossima stagione non sarà più il tecnico dei baby viola. Secondo lei è pronto per allenare una prima squadra?
«Gli sarò sempre grato, mi ha fatto crescere tantissimo sotto il profilo tattico. E’ stata una figura fondamentale nel mio processo di maturazione agonistica. Coi giovani ha fatto molto bene: solo il Covid ha cancellato la finale di Coppa Italia che era stata conquistata anche in questa stagione. Sì, credo possa allenare pure una prima squadra, il mio in bocca al lupo è davvero sincero».

Vlahovic, teme di affezionarsi troppo al viola?
«No ho affatto paura di affezionarmi troppo alla Fiorentina, ci sono legatissimo. Anzi, vorrei fare qualcosa per festeggiare insieme ai tifosi. Sì, il mio sogno è vincere qui».

Anche se le bandiere sono difficilissime….da issare, secondo lei possono tornare di moda?
«Il calcio moderno è profondamente diverso rispetto a quello di una decina di anni fa. Ma non è detto che un calciatore non possa fare comunque una scelta di cuore».

E lei è pronto a diventarne una?
«L’ho sempre detto. L’ho ripetuto anche poco fa. Firenze è casa mia ed il mio obiettivo è quello di impormi qui».

Cosa rappresenta per lei Rocco Commisso?

«E’ una persona straordinaria, che ha saputo starci vicino sempre, anche in questi mesi di lontananza forzata. Ha già fatto molto per la Fiorentina e tanto farà, lo sta dimostrando coi fatti».
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