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Vince solo il settore giovanile viola. Berna parla da leader, ma tutta questa fame non si vede…

Giornata grigia, a Firenze come a Reggio Emilia. La Fiorentina è la solita squadra di questo periodo. Carina a tratti, ti seduce, ma poi ti abbandona. Due perle nel semivuoto Mapei Stadium. L’assist di Borja Valero per il gol di Chiesa ed il gol a tempo scaduto di Bernardeschi. Nel mezzo c’è tanta, troppa confusione. Da parte della Fiorentina e di una squadra arbitrale rivedibile in diverse circostanze. Ma quando devi riconcorrere e non puoi sbagliare niente devi essere più forte anche di una giornata storta dell’arbitro. E la Fiorentina di questo periodo è troppo fragile per poter andare oltre gli episodi negativi. Contro il Sassuolo si sono palesati i soliti limiti della fase difensiva, con Gonzalo Rodriguez al rientro dopo tre settimane di stop ed espulso nella ripresa in occasione del gol di Politano su rigore. Fallo si o fallo no su Berardi, poco cambia. Di certo c’è che Gonzalo si rifermerà ai box per un turno di squalifica, da scontare contro la Lazio sabato prossimo.

In avvio, Sousa rinuncia ancora una volta a Bernardeschi e rilancia nella formazione titolare Maxi Olivera e Cristoforo, due che non si vedevano da tempo. L’avvio non è buono dal punto di vista dell’approccio alla gara, con Duncan con coglie la traversa ed avverte la Fiorentina che non sarà un pomeriggio facile. Gara complicata dall’errore dal dischetto di Kalinic (irriconoscibile al ritorno dopo la squalifica), ma ben indirizzata dal gol capolavoro firmato da Borja Valero e Chiesa. Nella ripresa, in pochi minuti gira la partita. Prima l’assistente annulla un gol di testa a Bernardeschi, poi l’arbitro decreta il rigore per il Sassuolo ed espelle Gonzalo. Il resto è il classico gol dell’ex di Iemmello, che esulta il giusto e che esalta il settore giovanile della Fiorentina, nel giorno in cui segnano proprio tre suoi prodotti (Chiesa, Iemmello e Bernardeschi). Il gol nel finale del numero 10 gigliato serve per agganciare l’Inter in classifica e per far aumentare i rimpianti della partita e della stagione.

La chiosa finale proprio su Bernardeschi. A fine partita ha parlato da leader, rispedendo al mittente le critiche e le contestazioni di questo periodo. Berna assicura che la squadra sta dando tutto in campo per raggiungere l’obiettivo dell’Europa. Eppure, da fuori, tutta questa furia agonistica per azzannare gli avversari non si nota. E’ vero che la Fiorentina, da anni, non ha queste caratteristiche, ma diversi giocatori in campo non sembrano così coinvolti emotivamente e concentrati sull’obiettivo finale.

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