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Vergine: “Seconde squadre? All’estero raggiunti grandi traguardi. E la Fiorentina…”

Vincenzo Vergine, responsabile del Settore Giovanile della Fiorentina, ha parlato attraverso TMW Radio durante la rubrica ‘Scanner’.Le seconde squadre nel nostro calcio? Servirebbero delle ore per parlarne (ride, ndr). In altri Paesi si è andati in questa direzione da tanti anni, raggiungendo grandi risultati. Tutto è nato qualche anno fa, quando Arrigo Sacchi provò a rendere le nazionali giovanili più competitive in Europa, abbassando di un anno l’età per la Primavera senza dare vita alle seconde squadre. Cinque anni fa dissi che questo è stato l’inizio della fine, perché a venti anni il gap era già enorme con le prime squadre. Abbassando di un anno la formazione, s’è abbassata la percentuale dei calciatori che approdano dalla Primavera alla Serie A. In media, un calciatore riesce ad arrivare a cento gare in Serie A intorno ai 26 anni. All’estero, invece, con due anni di anticipo nei rispettivi campionati. Tagliando un anno di formazione, il gap s’è allargato. Con le seconde squadre, anche se a 18 anni finisci la formazione, puoi iniziare la seconda squadra a 19 anni. Questo vorrebbe dire continuare il percorso di formazione e di metodologia del club, quindi fino ai 23 anni si ha il controllo dell’atleta in tutto e per tutto. Il passaggio continuo tra seconda e prima squadra, non farebbe altro che facilitare il processo di immissione del talento in prima squadra. In Italia siamo tra le 6-7 squadre che possiamo vantare tre titolari nella prima squadra, con Babacar, Chiesa e Bernardeschi. Con le seconde squadre, altri talenti avrebbero potuto maturare e poi essere promossi in maniera diversa”, ha detto Vergine.

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