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UNA VOCE “GROSSA” NON PUÒ BASTARE

La sconfitta con il Frosinone ha scatenato una serie di reazioni a catena che stanno annebbiando (ancora di più di quanto già lo fosse) la situazione in casa viola. La società gigliata alza la voce al termine dell’imbarazzante risultato del Franchi, lo fa per ben due volte, la seconda è di ieri sera –“La proprietà non è assolutamente disposta ad accettare quello che sta accadendo da qualche mese a questa parte . La squadra deve ritornare ad essere quello che era: competitiva, coraggiosa e orgogliosa della maglia che indossa. Quella che stiamo vedendo ora non è la Fiorentina che abbiamo visto nella prima parte del Campionato”.

Parole importanti, ma è una presa di posizione o solo un “rumors” necessario a prendere tempo e a farsi scudo in attesa della resa dei conti? Domande che cercano risposte, domande che vagano come le possibili soluzioni. L’intero comunicato richiama all’orgoglio e al rispetto. Niente esonero immediato per Pioli, il primo segnale di attaccamento deve arrivare proprio da lui che ha gran parte della fiducia dello spogliatoio (concetto ribadito anche da Pezzella). Il summit di stasera, tra Andrea Della Valle, Cognigni, Corvino, Antognoni e Diego Della Valle in collegamento dall’estero, ha ribadito la fiducia ma ad un solo patto: dare il massimo fino alla fine! Dopodiché? Ognuno per la sua strada…un eufemismo ed un divorzio consensuale, dal momento che anche Pioli non è intenzionato a continuare la sua avventura a Firenze nonostante il legame con lo spogliatoio. E questo per certi versi dice di più di molti comunicati. Un’allenatore con le valigie in panchina ma nessun “treno” in partenza come nessuna certezza, solo tanti nomi quanti punti interrogativi. Si passa da Donadoni a Erol Bulut, manager dello Yeni Malatyspor, fino addirittura alla possibile idea di un ritorno di Montella. Allo stesso tempo scendono le quotazioni di Di Francesco e salgono quelle dell’ex viola Liverani, insomma, un calderone che lascia spazio a tanta immaginazione, la stessa che ha permeato negli ultimi anni i progetti di questa società chiamata Fiorentina, ma che non fa rima con progettazione…

Ad amplificare la gravità della situazione c’è il momento in cui tutto questo sta accadendo. Se è vero infatti che il campionato di quest’anno può essere etichettato solo come amorfo, altrettanto vero è che tra meno di 20 giorni (esattamente il 25 aprile) questa squadra dovrà affrontare una semifinale valevole per ambizione quanto l’intero campionato, senza un saldo riferimento non solo in panchina. E’ brutto dirlo ma l’assalto alla Coppa Italia appare una vera e propria utopia, soprattutto se contro una squadra come l’Atalanta, che da modello da seguire appare ad oggi l’esatto contraddittorio del concetto di “fare calcio” in riva all’Arno.

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