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Uniti ma non troppo

Bomba libera tutti per il calcio europeo. Alcuni paesi scelgono una linea più prudenziale mandando in archivio una stagione anomala e tormentata mentre altri non rinunciano all’idea di ricominciare senza però specificare come. Resta da capire come l’andare in ordine sparso possa produrre un quadro coerente per le qualificazioni alle Coppe.

La Francia congela l’attuale classifica incoronando il PSG. Una decisione pesante considerando che si tratta dei campioni del mondo ma che ha fin da subito attirato le ire di alcune società. Una decisione imposta dalla politica che comunque ha il pregio di aver rimarcato il primato della salute. Di altro avviso la Premier che, sempre nel rispetto dei protocolli sanitari, ha espresso la volontà di ripartire. Al pari della Spagna che ha stabilito il 4 maggio quale data per riprendere gli allenamenti individuali. A partire dal 4 maggio inoltre verranno eseguiti i tamponi. Solo successivamente riprenderanno anche gli allenamenti di gruppo.

E l’Italia? Come nelle chiusure, come riaperture, come sempre, in ordine sparso. Serie A contro Ministro dello Sport, Ministro dello Sport e suo vice contro Serie A ma anche il CONI e perché no pure AIC e AIA. C’è la volontà di ricominciare manca la traduzione sul lato operativo e ogni proclama di ripartenza deve fare i conti con le disposizioni del governo. Il calcio italiano si dice unito ma è una compattezza solo di facciata perché, in separata sede, sono diversi i club, per le ragioni più disparate, che vorrebbero chiudere qui la stagione.

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