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Una porta sempre aperta che non riesce a trovare un padrone

SportielloDragowski e tutti gli altri dualismi tra i pali viola. E’ il dejavù che propone stamattina La Repubblica, che prima di tutto ricorda come per riscattare il portiere la Fiorentina a giugno dovrebbe pagare 5,5 milioni all’Atalanta, ma alcuni errori di troppo e una certa ristrettezza economica hanno fatto crescere le quotazioni del giovane Dragowski.
Uno di cui i tecnici dicono un gran bene e che ha il futuro assicurato. Almeno fino a quando la Fiorentina non troverà un altro portiere. E’ una costante della storia recente viola l’alternanza repentina e l’incertezza tra i pali, fin primo post Prandelli. Il gran teatrino della concorrenza è iniziato con Mihajlovic che in rosa aveva Frey e Boruc, ma dopo l’infortunio del francese si ritrovò anche Neto. Per il brasiliano è stata dura trovare la sua dimensione. All’inizio il ballottaggio con Boruc e poi quello con Viviano prima di prendersi la porta viola
Almeno fino all’arrivo di Tatarusanu che ha rimesso in gioco tutto. Compresa qualche ruggine di troppo tra il portiere brasiliano e i Della Valle, che lo misero fuori squadra quando rifiutò di prolungare il contratto salvo poi riproporlo titolare nel finale di campionato. Poi l’addio e l’inizio ufficiale dell’era Tatarusanu, arrivato inizialmente a Firenze ‘solo’ per mettere pressione a Neto in modo da far capire al brasiliano che se non avesse rinnovato la Fiorentina avrebbe comunque avuto un’alternativa. Però non sapeva, il buon Ciprian, che qualche anno dopo la società viola avrebbe fatto lo stesso giochino anche con lui. Infatti a gennaio dell’anno scorso i Della Valle hanno portato a Firenze Sportiello, uno venuto per giocare. E così, appena è stato possibile, l’ultimo arrivato ha di nuovo spinto via chi c’era prima di lui. Insomma, il dualismo tra Dragowski e Sportiello è solo l’ultimo capitolo.

 

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