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Un silenzio assordante…

Non è stata una partita come le altre, FiorentinaBenevento è stata qualcosa di diverso, qualcosa che ha lasciato un nuovo indelebile ricordo in omaggio al capitano della Fiorentina Davide Astori, così come successo qualche giorno fa per la camera ardente allestita a Corverciano ed il giorno successivo durante le esequie in una Piazza Santa Croce gremita di tifosi e colori viola. Una giornata grigia, piovosa con un Franchi quasi al completo. Un clima surreale, un’atmosfera difficile da descrivere per quello che è stato e resterà il minuto di silenzio più emozionante che sia stato vissuto in un rettangolo di gioco. Un silenzio assordante, con i compagni di Davide, i giocatori del Benevento, gli arbitri abbracciati a centrocampo, poi i palloncini bianchi e viola liberati verso il cielo e quei colori dei fumogeni accesi in Fiesole, lo stadio che applaude, le lacrime e gli occhi gonfi a segnare il viso di tutti. Tutti uniti, tutti stretti nel ricordo di Davide. Una giornata vissuta nel ricordo di una tragedia che nessuno di noi avrebbe mai voluto raccontare. Gli applausi per il padre ed i fratelli di Davide presenti in tribuna, per Diego ed Andrea Della Valle e lo striscione alzato da terra dai giocatori della Fiorentina con la scritta “Ciao Davide”. Inizia la partita, le prima due grandi occasioni capitano sul piede di Simeone che non riesce a finalizzare, poi al minuto 13′ Pezzella butta la palla fuori, il cielo diventa scuro e comincia a rovesciare pioggia, cose da raccontare e da portarsi dentro, la partita si ferma nuovamente e dalla Fiesole nasce il tributo più bello in una coreografia da brividi disegnata dai colori di questa città che recita così: “Davide 13”. Riprendere a giocare è la cosa più difficile, passano altri 13 minuti e al 26′ da calcio d’angolo di Saponara, Vitor Hugo vola in cielo e di testa segna la rete che culmina nell’abbraccio più bello quello di tutta la squadra, arriva persino Sportiello che attraversa tutto il campo per chiudere quel cerchio formato dai giocatori viola. Un disegno del destino, sembra tutto scritto, segna il sostituto naturale di Davide Astori, con il numero 31 quel numero invertito, al 26′ minuto il doppio esatto del numero 13 indossato dal capitano viola, alle ore 13:oo in punto, presenza numero 13 del giocatore brasiliano che è il tredicesimo giocatore della Fiorentina ad andare in gol in questa stagione. Uno strano scherzo del destino, una coincidenza…? No questa volta ci piace pensare ma soprattutto credere che quella rete l’abbia segnata Davide da lassù. Qualcosa di così grande… La ripresa racconta una gara piena di sofferenza, dove Pioli richiama Saponara e Milenkovic per Gil Dias e Laurini. Entra anche Falcinelli al posto di un Simeone sfinito. Sportiello è costretto agli straordinari e quando non c’arriva sul colpo di testa di Coda il palo gli da una mano, la Fiorentina è sulle gambe sia fisicamente che mentalmente. C’è spazio ancora per l’ultimo forcing della squadra di De Zerbi, poi la traversa finale di Badelj e il triplice fischio di Pasqua, i giocatori viola si riversano tutti a terra stremati, tutto lo staff i membri della panchina entrano in campo, gli abbracci, ancora lacrime e lo stadio che grida incessantemente il nome di Davide Astori nella giornata più lunga, quella più difficile, la giornata del dolore dove Firenze piange il suo capitano. 

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