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Un punto che non accontenta. Fede si arrende, la viola no. Ma l’Europa è sempre più lontana

Parlare con poco entusiasmo di un punto guadagnato contro la Lazio, avversario ostico per chiunque, può sembrare strano. La realtà è che la maggior parte delle volte, quello di stasera sarebbe un punto che per la Fiorentina, visto come si erano messe le cose, varrebbe oro. La classifica però parla chiaro: la zona europa per i viola si allontana. Sette punti distanziano i gigliati dal settimo posto che vuol dire Europa League. Chi si accontenta gode così cosi, dice una famosa canzone. E in questo caso il punto conquistato non fa felice nessuno. Nè i gigliati, nè tantomeno la Lazio, che scivola ad otto punti dall’obbiettivo Champions League. Nelle dichiarazioni del post partita dei tue tecnici traspare una amarezza che, se ancora non ha il sapore della resa, ha comunque quello della consapevolezza che le ultime spiagge per non perdere il passo con le concorrenti si stanno rapidamente esaurendo. Tra le due squadre, forse proprio i biancocelesti sono quelli che hanno maggiormente da recriminare, visto le varie occasioni avute.

Anche se, a dirla tutta, la gara sembrava essere iniziata meglio per la Fiorentina. I primi minuti al Franchi vedono i gigliati propositivi, in controllo del gioco. Il giro palla degli uomini di Pioli pecca nell’ultimo passaggio, scontrandosi con la buona guardia della difesa biancocelesti, ma i viola tutto sommato iniziano la gara con il giusto piglio. Prima Edimilson e poi Muriel provano a trovare la rete con un tiro dalla distanza. Venti minuti appena, e se la Fiorentina continua a sbattere contro la retroguardia laziale, i capitolini crescono e alzano il ritmo. Difesa, ripartenza, e i viola iniziano a subire la pressione degli avversari. La grande parata di Terracciano che fa stampare al 21′ il tiro di Immobile sul palo è solo il preludio a quello che accadrà qualche minuto dopo: Correa pesca ancora Immobile, l’attaccante lascia sfilare il pallone liberandosi di Ceccherini e scarica un tiro dal limite su cui il numero uno viola non può intervenire. Al 23′ al Franchi il risultato dice 0 a 1 e Lazio in vantaggio.

La vera brutta notizia però per i viola, che certo hanno dimostrato di non lasciarsi intimidire da una rete di svantaggio, arriva da Federico Chiesa. Il giovane talento italiano viene fermato da un problema muscolare al retto dell’addome. A nulla valgono i tentativi di restare in campo e combattere, al 36′ è costretto a lasciare il campo tra le lacrime. Dolore, frustrazione. Sembra quasi un presagio per il resto della partita. In campo entra Simeone, ma la musica non cambia. Il primo tempo è un monologo biancoceleste. La Lazio rischia di raddoppiare prima con Milinkovic, poi con Correa, e ancora con Immobile sul finire di primo tempo. Solo Terracciano, che non fa rimpiangere Lafont, evita ai viola un parziale più pesante. Il tentativo di volée di Benassi sparata in curva al 41′ resta l’unico timido tentativo di reazione. Troppo poco per chi ha abituato a non mollare mai.

All’intervallo Pioli prova a dare la scossa ai suoi. Edimilson resta negli spogliatoi per una viola a trazione anteriore con Mirallas. La ripresa però inizia sulla falsa riga del primo tempo. Tempo tre minuti e Milinkovic scalda i guantoni di Terraciani. E’ l’ultimo vero squillo della gara biancoceleste. La viola, illuminata da Mirallas e Simeone, inizia a prendere campo. Prima Mirallas prova il tiro, che però esce fuori. Poi, al 56′, una grande apertura di Benassi innesca sulla fascia proprio l’ex Everton, che nella circostanza non fa rimpiangere Chiesa, lascia sul posto Radu e mette in mezzo una gran palla su cui si avventa Luis Muriel. Il colombiano si conferma l’uomo in più di questa seconda parte di stagione per la Fiorentina e mette in rete il gol del pari. Ancora una volta, Firenze non molla.  Il pareggio dà energia ai viola, che sfiorano la rete del vantaggio ancora con Mirallas, che spara alto su un grande suggerimento di Simeone. Inzaghi prova a cambiare volto alla sua Lazio inserendo gli ex Milan Badelj, accolto dagli applausi del Franchi, e Romulo, al posto di Lulic e di un nervoso Luis Alberto.  Simeone al 77′ trova lo stacco di testa, con il pallone che si spegne di fuoco a lato. Ultima occasione di una gara che da li in poi ha poco da dire. Una partita fisica e dispendiosa, ricca di contrasti e agonismo termina con Ceccherini da una parte e Radu dall’altra non al meglio delle condizioni costretti a far posto a Vitor Hugo e Bastos. Il resto della gara scivola via tra capovolgimenti di fronte e squadre allungate, senza che però nessuna delle due squadre riesca davvero a sfiorare il vantaggio. Arriva il triplice fischio di Orsato, che determina il definitivo uno a uno. Un pareggio tutto sommato giusto, una prestazione nella ripresa positiva per i viola.  Ma le concorrenti non aspettano nessuno.

“Non è tempo di guardare la classifica” ha detto Pioli in conferenza stampa. La sensazione però è che ormai più che guardare alla classifica o alla zona europa in casa viola si attenda quasi passivamente il verdetto del campo e si sia già pronti a pensare al futuro. A partire proprio da quel famoso rinnovo di contratto su cui il tecnico ha glissato, da cui dipenderà molto dell’estate gigliata.

 

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