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SPECIALE F1 – La passione per Vasco, le rose, Totti e un cuore metà viola e metà giallorosso: gli amici raccontano Alessio Militari, gladiatore nella città dell’arte

“Perché la vita è un brivido che vola via, tutto un equilibrio sopra la follia, sopra la follia…”. A risuonare forte nel cielo è la sua voce, quella di un Vasco Rossi scatenato che, nell’estate del 1999, domina incontrastato in tutti i più grandi stadi italiani. Il suo Rewind Tour arriva ovunque, dal Delle Alpi di Torino al Ferraris di Genova, passando per ben due volte dall’Olimpico di Roma. E non è un caso che la voce del Komandante entri con prepotenza anche nel cuore di un ragazzo nato sempre nella Capitale qualche mese prima, cresciuto fra le prime prodezze di un giovanissimo Francesco Totti e le vittorie di una Roma sempre più lanciata verso la conquista del suo terzo Scudetto. Lui è Alessio Militari e da lì di strada ne ha fatta tanta, rincorrendo quel sogno di diventare calciatore che lo porterà a fare molti sacrifici, come quello di lasciare la sua città per trasferirsi a Firenze ad appena 13 anni, quando in pochi sono pronti a farlo: “Ma per il calcio andrebbe anche in capo al mondo! – Racconta in esclusiva ai nostri microfoni Mariasole, romana come Alessio nonché sua grande amica, amante della musica, del pattinaggio – E anche del calcio direi. Sono una grande tifosa della Roma e di Alessio in primis. Non mi perdo nemmeno una partita, che sia in Primavera o in Nazionale. Conoscendolo, non credo che abbia sofferto più di tanto la lontananza da casa. Sa, è un ragazzo molto socievole, che farebbe amicizia con tutti. E poi non volergli bene è impossibile, perché è umile e con la testa sulle spalle a differenza di molti altri aspiranti calciatori. Nei momenti di difficoltà c’è sempre. Una volta per consolarmi, di punto in bianco, prese addirittura il treno da Firenze. Me lo trovai improvvisamente sotto casa”. Bello, biondo e carismatico, Alessio ha conquistato proprio tutti in questi anni a Firenze e non solo tifosi, giornalisti e allenatori, ma anche le ragazze: “Sì, ho avuto una storia con lui – Racconta con il sorriso Alice – Per fortuna, anche quando è finita, siamo rimasti in ottimi rapporti. Ha fatto molto per me, delle volte pensavo fosse un ragazzo di altri tempi. Per esempio è un grande professionista, anche fuori dal campo. Mai una sigaretta o un bicchiere di troppo, nemmeno a Capodanno. E poi, quando litigavamo, trovava sempre il modo di farsi perdonare. Una volta mi portò un mazzo di rose rosse, le mie preferite; un’altra mi dedicò Ad ogni costo di Vasco Rossi. Beh, che chiedere di meglio?”. Ad Alice, in realtà, il calcio non è che piacesse molto, anzi. Gioca a pallavolo da nove anni e allo stadio preferisce un pomeriggio di shopping con le amiche: “Ma ora è cambiato tutto – Sorride – Alessio mi ha fatto capire che dietro a questo sport c’è molto altro, non solo ventidue atleti che rincorrono una palla. Ora seguo sempre la Primavera. A proposito, speriamo bene per le finali… sono già in tensione!”.

Poi c’è anche chi con Alessio ci è cresciuto come un fratello, condividendone i primi passi sul rettangolo verde e le emozioni di una carriera che ti si spalanca davanti. Si chiama come lui, di cognome fa Lommi e ora gioca in serie D con la maglia del Monterosi. Sempre insieme, fin dai tempi della Cisco Roma, fin da quando non erano altro che due bambini innamorati di quella sfera che gira: “Ci siamo sempre considerati due gemelli. Io gioco difensore, lui centrocampista, ma questa è forse l’unica differenza che ci distingue. Per il resto siamo uguali, anche se Alessio è sempre stato quello più mite fra i due, quello meno istintivo. Anche nei momenti di difficoltà non va mai nel pallone”. Ma come è Militari dentro lo spogliatoio? “E’ sempre stato il leader – Continua Alessio – La figura di riferimento per tutti noi. Ci dava la forza di giocare nonostante tutti gli imprevisti che si potessero presentare. Insomma, il Capitano che tutti vorrebbero”. Poi ecco la chiamata della Roma, la squadra per cui hai sempre tifato, quella per cui hai perso la voce allo stadio o davanti alla televisione: “Non saprei trovare le parole giuste per descrivere le nostre emozioni una volta varcati i cancelli di Trigoria. “Ale, questa è una grande possibilità per noi, quello che abbiamo sempre aspettato – Mi disse Alessio – Mettiamocela tutta, aiutiamoci a vicenda”. Non dimenticherò mai queste parole. Lui era sicuramente fra i più bravi. Una volta vincemmo un torneo e fu premiato come miglior giocatore. Sa chi gli consegnò la coppa? Pippo Inzaghi. Penso di averlo visto più emozionato di allora solo quando incontrò Totti a bordo campo”. Infine le strade dei due si separano, perché si fa avanti la Fiorentina che lo vuole a tutti i costi: “A Firenze si sente a casa. E’ innamorato della città, della gente. E’ molto apprezzato anche per quello che fa in campo, si è allenato spesso con la prima squadra, dove ha legato in modo particolare con Chiesa e Bernardeschi. Chissà, magari fra poco seguirà le loro orme…”.

E’ talmente difficile non voler bene ad Alessio, che anche a chilometri di distanza non puoi che stringerci amicizia. E’ questo il caso di Onorio, un ragazzo calabrese innamorato del calcio giovanile che tempo fa ha contattato il talento viola sul fantastico mondo dei social: “Sì, la nostra è un’amicizia virtuale – Ci racconta – L’ho visto di persona una sola volta, quando sono andato in gita a Roma con la scuola, ma nonostante questo siamo molto legati, ci raccontiamo tutto. Per esempio sa quali sono le squadre a cui vorerebbe segnare a tutti i costi? Lazio e Juventus. Il suo cuore è diviso in due, una metà giallorossa e una viola. Per questo vorrebbe castigare le loro nemiche”. Sempre uno sguardo al futuro dunque, perché la vita è un brivido che vola via. Lo dice il suo Vasco, non uno qualunque. E Alessio, in cuor suo, si augura di vivere un brivido in particolare, quello dell’esordio in Serie A: “Ha tutti  mezzi per farcela – conclude Onorio – E’ bravo tecnicamente, è un guerriero mentalmente. E poi si trova nel posto giusto, perché a Firenze nei giovani ci credono davvero”. Un gladiatore nella città dell’arte, dunque. Alessio è pronto a riempire gli stadi, proprio come faceva il suo caro Vasco in quel lontano 1999.

 

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