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MOENA (TN),ITALIA 14 LUGLIO 2016 - RITIRO A.C.F. FIORENTINA A MOENA IN PREPARAZIONE AL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO DI SERIE A 2016/2017 - PARTITA AMICHEVOLE A.C.F. FIORENTINA VS TRENTINO TEAM. - NELLA FOTO: I TIFOSI VIOLA.

DIRITTI TV: Nell’estate dei Mondiali, di Ronaldo e delle inchieste… sono sempre i tifosi a pagare

Il calcio, è risaputo, lo sport più democratico e probabilmente più bello del mondo. Un pallone o qualcosa di vagamente simile, un paio di scarpette, più o meno “tacchettate” e giù in strada a prendere i rimproveri di anziane signore fioraie. Niente costi, niente racchette e campi professionali, niente auto o moto dannatamente costose, insomma tutta la felicità del mondo è racchiusa in una sfera, quattro pali e tanta corsa. Questo per quanto riguarda la strada ma anche se osserviamo il calcio professionistico, le storie emozionanti che hanno regalato sogni e gloria a ragazzi che venivano dalle favelas brasiliane o dalle guerre dell’Est-Europa o dalle degradate periferie italiane o da quei barconi, che oggi rappresentano la vergogna e l’egoismo dell’uomo, sono tantissime. Tutte queste belle storie di povertà e semplicità legate al calcio, in questi anni fanno a pugni con il tessuto economico che si è creato nel calcio contemporaneo. Un eccessivo e sproporzionato sperpero di denaro. E a pagare le spese del “nuovo calcio” come sempre sono i tifosi, la gente comune che ama questo sport e sacrifica tempo e soldi per seguire la propria squadra. Se è diventato difficile farlo allo stadio, con strutture sempre meno idonee (almeno nei nostri confini italici) e con biglietti sempre più salati, è diventato quasi impossibile in TV. Nell’estate di Cristiano Ronaldo alla Juve, di Ancelotti al Napoli, dei colpi di Inter e Roma e dei caos legati alle inchieste, dei fallimenti, delle categorie inferiori che a stento riescono a creare un campionato, nell’estate di un Mondiale senza Italia e vinto dai rivali storici si parla poco del “dramma” dei diritti TV. Per seguire la propria squadra sullo schermo, quest’anno, serviranno almeno due abbonamenti. Che sarà mai, basta spendere qualcosa in più al mese. Visto che i sacrifici per un sostenitore di qualsiasi fede calcistica sono già pochi per crescere magari i propri figli con questa bellissima passione. Il costo del calcio e del business di pochi è sostenuto dalle tasche di molti, uomini e donne, che rappresentano l’unico vero spirito di questo sport. E questo spirito non va truffato, ostacolato e depauperato di ogni colorita passione. Allora torniamo indietro, quando il calcio apparteneva ancora alla gente, che lo seguiva allo stadio, alla radio o davanti alle prime TV dell’epoca. Quando il calcio, soprattutto quello italiano, contava davvero e i protagonisti vestivano pantaloncini cortissimi e portavano capelli lunghi e baffoni. Quando si giocava la domenica e il calendario non era frammentato su tutto il weekend. Allora era tutto più semplice, era tutto meno costoso, era lo sport che abbiamo sempre sognato, quello dove bastava poco per essere felici.

Nonostante le diffide, contro una politica della pay tv volta all’aumento costante del costo di trasmissione, anche quest’anno i tifosi che vorranno seguire in Tv le partite della propria squadra del cuore subiranno notevoli rincari. Dovuti soprattutto al doppio abbonamento. Si parla di incrementi dell’8,6% con un abbonamento medio che varia dai 550 euro annuali per arrivare ai 700 con offerta completa (salvo sgravi e promozioni per vecchi abbonati). Una cifra ce si aggira sui 45 euro mensili, cifra quasi raddoppiata rispetto ai 29 euro mensili che la stessa azienda proponeva nel 2010 per comprare il pacchetto completo.

Mentre per quanto riguarda il costo di una partita allo stadio, di seguito un grafico che spiega il costo medio del biglietto della scorsa stagione, con dati reali:

grafico

La situazione, secondo le previsioni, è in forte ascesa, viste le prime tariffe applicate ad esempio al Bentegodi di Verona, per Chievo Verona-Juventus, con i posti migliori che toccano quota 400 euro mentre i settori popolari si aggirano sui 35-50 euro (già sulla media inglese). Ma l’euforia Ronaldo, Ancelotti e l’idea di un calcio italiano che riprende popolarità e (si spera) successo ha annullato ogni discorso economico, offuscando i sacrifici e le restrizioni che molti sostenitori sono costretti a fare per coltivare la propria passione.

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